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AFRO, ITALIA-AMERICA , Incontri e confronti

Afro e i suoi amici artisti si ritrovano dopo trent'anni

Storie di amicizie e scambi d’idee tra artisti in un appassionante racconto realizzato attraverso le rispettive opere. I dipinti di Afro e dei suoi numerosi amici italiani e americani, riuniti in tre diverse sedi espositive, costituiscono un corpus di opere di grande varietà e qualità. Si possono vedere a Udine e Pordenone.

Sono trascorsi trent’anni dalla scomparsa di Afro Basaldella. L’artista è stato giustamente ricordato con diverse mostre realizzate in questi ultimi anni, a testimoniare la sua importanza nella pittura italiana del secondo dopoguerra. Come l’artista friulano non sia finito nel dimenticatoio e abbia avuto un discreto interesse nel pubblico dal punto di vista più strettamente artistico è quindi dimostrato. In occasione dell’anniversario, in Friuli l’anno dedicato ad Afro si è aperto con la mostra sull’opera grafica, importante soprattutto sotto il profilo scientifico, grazie anche alla pubblicazione del catalogo generale dei suoi disegni; ora però prosegue con questa collettiva che vuole mettere in rilievo i rapporti di conoscenza e amicizia con innumerevoli colleghi artisti. È la novità di questa esposizione: accanto alle pitture di Afro sono collocate opere dei suoi amici italiani e americani, più o meno importanti per l’elaborazione del suo stile personale, ma tutti conosciuti e stimati dal lato umano durante i suoi spostamenti a Venezia, Roma, New York.

INCONTRI E CONFRONTI CON L’ARTE ITALIANA
A Pordenone, sui tre piani della sede di Villa Galvani, si trova il maggior numero di opere; 70 tra dipinti e sculture dei protagonisti dell’arte italiana a partire dagli anni ’30 fino agli anni ’70 del secolo scorso. Il percorso è concepito a partire dalle opere più recenti, e procede a ritroso nel tempo nelle varie salette della villa. Questa è una scelta forzata, perché la sede è strutturata con delle sale più piccole in basso, in cui alcuni grandi quadri degli anni ’30 non avrebbero trovato la giusta collocazione. Bene la soluzione dell’apparato didattico: le opere presenti nelle sale sono corredate da sottili tele illuminate con faretti posizionati dietro; sopra sono stampate le parole che Afro ha dedicato agli amici presenti in sala con le rispettive opere. Bene anche la suddivisione in tante sale che permette una fruizione meno dispersiva che non i lunghi corridoi che si devono affrontare a volte nelle mostre più grandi.
Molte opere provengono da collezioni private (tre Burri, le sculture in ferro del fratello di Afro, Dino Basaldella, un enorme olio di Capogrossi, due coloratissime tele di Birolli, due “Concetti spaziali” di Fontana…); alcune tele di Afro dei primi anni ’50 sono dei capolavori: “Ragazzo col Toro” (1954), “La sopraffazione” (1952); Emilio Vedova è presente con opere importanti, come la “Crocifissione contemporanea” (1953).

IL GRUPPO DEGLI OTTO
Nei primi anni ’50, in Italia si viene a costituire il cosiddetto “Gruppo degli otto” dalla scissione del precedente Fronte Nuovo delle Arti. Il “Fronte” era a sua volta nato nel 1948 dall’unione di artisti anti-fascisti, che avevano alla base una comune radice comunista. Nello stesso anno però il Partito comunista cambia radicalmente la propria linea adeguandosi alle posizioni dell’Unione Sovietica. In termini artistici questo significa limitazione della libertà espressiva: gli artisti dovevano abbandonare le proprie ricerche e adeguarsi ad una pittura narrativa per aderire alla realtà e alla vita quotidiana. Tale realismo fu rifiutato da Corpora, Birolli, Afro, Moreni, Morlotti, Santomaso, Turcato e Vedova. Il Gruppo degli Otto è rappresentato nelle due sale al piano terra del Museo Civico di Pordenone, le otto opere sono allestite in un ambiente intimo e suggestivo.

INCONTRI E CONFRONTI CON L’ARTE IN AMERICA
Particolare la location: le esposizioni principali a Udine si tengono nella chiesa trecentesca di San Francesco. Una serie di pannelli delineano il percorso alle pareti e lungo la navata. Protagonisti gli artisti americani e lo stesso Afro, che, a partire dal 1950 (anno del suo primo viaggio a New York) intrattenero rapporti di amicizia e stima; più Arshile Gorky, che per motivi biografici non conobbe Afro di persona, ma che fu suo inconsapevole ispiratore.
Una piccola sezione raccoglie alcune opere donate dagli artisti americani ad Afro, una bacheca contiene le lettere e una fotografia; forse però questa sezione poteva essere più ampia.
Tutte le opere hanno una qualità elevata. Tra gli highlights: la grafica di “Ritratto di Giorgio Franchetti” (1961) di Cy Twombly, l’esplosione cromatico-materica di “The Call” (1958) di Hans Hoffmann, la riduzione formale di “Nr.16 (1961) di Mark Rothko, le abili macchie del tachiste Franz Kline, alcune sculture di Alexander Calder, l’espressionismo astratto di “Boon” (1957) di James Brooks; le pennellate vorticose di De Kooning in “Woman in a landscape (1962); inoltre le toppe tonali e i grafismi di “La terza Baronessa” (1970), “Tavola Rotonda” (1966), “Notturno” (1956) e “Cronaca Nera” (1953) di Afro.

IL CATALOGO
Un discorso a parte merita il catalogo. Mazzotta ha realizzato un progetto grafico davvero accurato. Con le consuete riproduzioni a colori delle opere esposte, in linea con la tematica della mostra ha stampato delle fotografie a colori e in bianco nero di Afro, solo o in compagnia degli amici pittori, che corredano e accompagnano il testo. Tutti gli interventi scritti dal comitato scientifico propongono una riflessione di spessore su alcuni aspetti dell’arte di Afro Basaldella, ma in particolare risulta di rilevante interesse la riflessione di Francesco Tedeschi, critico e storico dell’arte, sull’influenza determinante che la Scuola di New York degli anni ’50, ancor più dell’action painting degli anni ’40, ha avuto sulla pittura di Afro.

Il curatore, nonché autorevole studioso di Afro, Luciano Caramel, ha realizzato un’ottima commemorazione di questo importante artista italiano; la regione Friuli Venezia-Giulia si è dimostrata all’altezza di questo ambizioso progetto espositivo. Forse l’aver spezzato in tre parti il percorso, in due città (ma vicine!), può dar luogo a critiche perché si è costretti a spostarsi per vedere l’intera mostra; ma, a parte l’esigenza di collocare oltre cento pezzi (impossibile in uno solo dei tre edifici), così facendo si può avere una visione più ordinata dell’insieme, oltre al fatto di valorizzare meglio le opere. La mostra è davvero ben riuscita, ora non resta che visitarla.

AFRO & ITALIA-AMERICA. INCONTRI E CONFRONTI
Dal 25 novembre 2006 al 18 marzo 2007
Udine, Galleria d’Arte Moderna, Chiesa di San Francesco,
via Beato Odorico da Pordenone 1
Pordenone, Museo Civico d’Arte, Palazzo Ricchieri, Corso Vittorio Emanuele 51, Galleria di Arte Moderna di Villa Galvani.
Le mostre sono aperte tutti i giorni ( eccetto lunedì) dalle ore 10 alle 19.
Biglietto cumulativo per le tre esposizioni:intero 9 euro; ridotto 7 euro
Biglietto singola mostra, intero 6 euro, ridotto 4 euro;
Catalogo: Edizioni Mazzotta
Prevendita e biglietteria: www.Vivaticket.it
call center 899666805 –
Organizzazione: DataArs Servizi per l’Arte
Tel 0639732850 Fax 0639763738
www.afrobasaldella.com
Segreteria Organizzativa: DataArs Srl;
Via Aonio Paleario, 10, 00195 Roma
Tel. +39 0639732850; Fax ‘ +39 0639763738
Email: dataars@dataars.it; www.dataars.it
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