22 ottobre 2010 – h. 20.30, Teatro di Ca’ Foscari – La Corte Ospitale
La città ha fondamenta sopra un misfatto. Primo studio
letture e riflessioni da Medea Voci di Christa Wolf, Il calice e la spada di Riane Eisler
un progetto di Giuliana Musso, con la collaborazione di Nicoletta Oscuro
con Giuliana Musso, Nicoletta Oscuro, Fabiano Fantini, Massimo Somaglino e Hugo Samek (percussioni)
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La Medea di Euripide è una donna selvaggia, irrazionale e violenta che, folle di gelosia, avrebbe ucciso per vendetta i propri figli. La Medea di Christa Wolf è sapiente e autorevole, figlia di un’antica cultura matriarcale che contiene la complessità del vivente, la parità tra i generi, un’idea di potere come responsabilità anziché come dominio.
Alla luce del racconto della Wolf, l’opera di Euripide ci riporta all’epoca in cui si ridisegnò il mito a servizio di un ribaltamento di valori che vedeva la donna privata di ogni autorevolezza e potere, un mito fatto su misura per un sistema di potere sempre più androcratico, patriarcale, dominatore.
Temi come l’origine del potere e della violenza, la nascita del modello patriarcale di dominio, la cultura del dolore contrapposta a quella del piacere e poi l’archetipo del padre che sacrifica i figli e ancora la manipolazione della verità come mezzo di propaganda politica., in una parola i fondamenti della cultura occidentale giudaicocristiana, i nostri archetipi, il nostri miti fondativi, formano la materia di Medea della Wolf e trovano corrispondenza scientifica nelle ricerche di Eisler che a sua volta attinge alle scoperte dell’archeologa Maria Gimbutas.
Ma l’arte arriva là dove il pensiero scientifico non può spingersi: ci tocca nel profondo, fa appello alla nostra intelligenza emotiva, ad una memoria antica custodita nel nostro inconscio, ad un senso di verità e giustizia legato alla condizione biologica di essere umani e di essere femmine.
Cara Medea, noi non abbiamo mai creduto che tu, proprio tu, avessi ucciso i tuoi stessi bambini. Non sono le donne a uccidere i figli. Comprendere il tuo ruolo di capro espiatorio oggi è un dovuto tributo ad una verità mutilata e offesa, è dare spazio al nostro diritto di cantare l’orrore subito da tutte le donne e da tutti gli uomini miti. Chi sono quei figli e quelle figlie innocenti sacrificati sull’altare del potere in nome della ragion di stato?
Affrontare Medea di Christa Wolf è come aprire il Vaso di Pandora del nostro più alto fallimento, scostando i veli fino ad una visione spudorata e autenticamente tragica della realtà. Ed una volta ribaltato il punto di vista, una volta smascherato l’inganno del potere non si può tornare indietro.
Giuliana Musso
Per informazioni 041 2348962 (martedì > venerdì 11.30/16.30)
[teatrodisantamarta@unive.it->teatrodisantamarta@unive.it]
Il programma è consultabile su
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Teatro di Ca‘ Foscari a Santa Marta, Dorsoduro 2137 – 30123 Venezia
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