giovedì, Settembre 3, 2026
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SAN MICHELE IN ISOLA – ISOLA DELLA CONOSCENZA – OTTOCENTO ANNI DI STORIA E CULTURA CAMALDOLESI

per gli ottocento anni di storia e cultura camaldonesi una grande mostra nelle sale della Marciana, del Correr e del museo archeologico di Venezia

L’anno del Signore 1212 segna l’inizio della mistica e culturalmente “alta” presenza eremitica, cenobitica e abbaziale dei monaci camaldonesi, seguaci di San Romualdo nella minuscola isola nord-veneziana di San Michele, donata profeticamente dai vescovi di Torcello e di Castello.

La storia monastica dei camaldonesi in Venezia ha il suo momento di esaltazione nell’apertura della Mostra ospitata nelle sale monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, del Museo Correr, del Museo Archeologico Nazionale (12 maggio – 2 settembre 2012). La titolazione è quanto mai onnicomprensiva per fascino culturale e presenza meditativa civico- religiosa: San Michele in Isola – Isola della conoscenza – ottocento anni di storia e cultura camaldolesi.
La presenza fugace del bianco saio di un monaco lungo le sale veneziane aggiunge il fascino di una serie di schiere di studiosi asceti, oranti e contemplanti lungo i secoli dal fatidico 1212 sino all’avvento turbolento napoleonico.
Si sono assunti il prezioso incarico di preparazione e di effettuazione di questa eccezionale mostra gli studiosi Paolo Eleuteri, Gianfrancesco Fiaccadori e Maria Letizia Sebastiani.

La mostra è ricca di materiale storico, artistico e documentario, in gran parte inedito, raccolto da mani provvidenziali, sagge e benefiche nei musei veneziani e nell’eremo di Camaldoli (Arezzo) per strapparlo dalle razzie napoleoniche.
Troneggia il mappamondo di Fra’ Mauro, assurto a monumento geografico, seguono le grandi portelle d’organo di Bernardino d’Asola e la ricchissima sequela di preziosissimi codici miniati provenienti dalle biblioteche dei monasteri camaldolesi veneziani (oltre quello di Isola, San Mattia di Murano, San Giovanni Battista della Giudecca, di San Clemente).
Imponente la statua di San Romualdo (1697) in legno cirmolo risalente a un intagliatore veneto-lombardo. Attraggono il reliquario argenteo di San Michele (1362) contenente, tra l’altro, frammenti della Croce, il salterio-innerio (sec. XIV), la steuroteca (di bottega bizantina) e i vari commentaria, riccamente miniati. Numerosi i codici manoscriptorum e i documenti pergamenati, epifania insostituibile di una cultura illuminata dall’arcana Sapientia Divina.
Ampio spazio è riservato alla ricchissima biblioteca dell’abate Paolo Venier risalente alla prima metà del XV secolo e ulteriormente arricchita dagli abati successivi.

Una intera sala solenne ospita in una luce misterica soffusa la sontuosità di parati pontificati (pianete e veli ricamati d’oro e di gemme) nonché la suggestiva cattedra abbaziale con baldacchino di fine XVII, calici d’argento che richiamano tormente e appassionate transustanziazioni miracolose.