Si sono tenute il 4 luglio, alle 18, le premiazioni finali del festival Maremetraggio.
Questi, sezione per sezione, i premi consegnati:
In collaborazione con la Fondazione Ellenica di Cultura Sezione Italiana si assegna il premio speciale al regista Iannis Smaragdis per il film “El Greco”.
Per la sezione Maremetraggio:
La giuria del premio IMAGHIA, composta da Chiara Tozzi e Marta Tibaldi assegna i seguenti premi:
– Premio IMAGHIA al corto di fiction che fa bene a “Felix” di Andreas Utta
Motivazione:questo corto fa bene allo spettatore perché, pur rappresentando l’attuale difficoltà di comunicare e vivere i rapporti affettivi sia per gli adolescenti sia per gli adulti, indica con chiarezza e semplicità una possibile soluzione
– Premio IMAGHIA al corto di animazione che fa bene a “My little brother from the moon” di Frederic Philibert
Motivazione; questo corto fa bene allo spettatore perché riesce ad illustrare con competenza, tenerezza ed ironia, e attraverso gli occhi di un bambino, una materia (l’autismo) difficilmente comprensibile e spiegabile, evidenziando come la condivisione affettiva rappresenti il presupposto indispensabile per la comunicazione.
– Premio del pubblico 35 MM al miglior corto
La giuria composta da trenta spettatori ha assegnato il premio a “Il prigioniero” di Davide Del Degan.
– Premio ASSOCIAZIONE MONTAGGIO CINEMATOGRAFICO E TELEVISIVO
La giuria composta da Carlo Simeoni, Natalie Cristiani e Cristina Flamini assegna il premio a Andrea Maguolo per il corto “Il torneo” (di Michele Alhaique) con la seguente motivazione: nella periferia romana occhi di infanzia negata. Gli sguardi pieni di vita di tre amici brillano di luce e di sogni da realizzare, grazie al montaggio di Andrea Maguolo.
– Premio 242MOVIE TV al miglior regista italiano (mille euro) al corto “Clacson” di Takehito Kuroha.
Motivazione: per la inusuale capacità di raccontare una storia semplice della nostra realtà quotidiana che, grazie al ritmo ed al gusto delle inquadrature, riesce a mantenere alta l’attenzione dello spettatore regalandogli nel finale il lampo crudele (e per questo più gustoso) del politicamente scorretto.
– Premio TRUDI al miglior corto di animazione
La giuria composta da Giuseppe Battiston, Fabrizia Sacchi, Piergiorgio Bellocchio, Babak Karimi e Laura Muscardin assegna il premio al corto “Bernie’s Doll” di Yann J. con la seguente motivazione: storia allo stesso tempo divertente ed inquietante, riesce a essere con leggerezza, specchio dell’alienazione esistenziale ancorché lavorativa.
Animazione suggestiva, segno grafico forte e innovativo, padronanza davvero singolare del ritmo narrativo. Molto bello.
La giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale al corto “Il naturalista” di Giulia Barbera, Gianluca Lo Presti, Federica Parodi e Michele Tozzi con la seguente motivazione: per la capacità di affrontare un tema di grande attualità e di fondamentale importanza come l’ecologia senza conformismo e con una tagliente ironia non politically correct.
– Premio MAREMETRAGGIO al miglior corto italiano a “Il torneo” di Michele Alhaique
Motivazione: altro film rappresentativo del momento della crescita attraverso l’esperienza drammatica della violenza, della sopraffazione e del tradimento delle speranze in un film duro ed emotivamente coinvolgente. Fotografia e montaggio esaltano una storia carica di inquietudine dove il mondo degli adulti e quello degli adolescenti sembrano segnati da distanze incolmabili.
– Premio SHOP AND PLAY CITTA’ FIERA al miglior corto assoluto (10.000 euro) a “Smafuglar”, di Runar Runarsson
Motivazione: per la capacità di mostrare attraverso una cinematografia mai banale, anzi, immediatamente emozionale e ricca di poesia, una storia universale. Questo corto si è distinto per essere un film che mescola con sguardo vitale la violenza e la dolcezza, lo smarrimento e la consapevolezza, il sentimento dell’amore e quello della compassione.
Per la sezione Ippocampo:
– Premio del pubblico alla miglior opera prima a “La siciliana ribelle”, di Marco Amenta.
– Premio OFFICINE ARTISTICHE a un attore esordiente va a Mattia De Gasperis, per “Il primo giorno d’inverno” di Mirko Locatelli.
– Premio coraggio ad un produttore a Marco De Luca per il film “Penso che un sogno così”
– Premio della critica alla miglior opera prima:
La giuria, composta da Valerio Caprara, Mario Marchi, Romano Milani, Marcella Peruggini, Baba Richerme, Gloria Satta e Mario Sesti assegna il premio a “Pa-ra-da”, di Marco Pontecorvo, con la seguente motivazione: per l’originalità e la compattezza di un impianto narrativo che, nell’affrontare i complessi problemi sociali suscitati in anni recenti a Bucarest dalla caduta del regime e la transizione alla democrazia, valorizza l’avvincente percorso degli intensi personaggi adulti e infantili non rassegnati alla perdita dei valori civili e umani di solidarietà.
– Premio FONDAZIONE ANTONVENETA al miglior attore a Giuseppe Cederna.
La giuria, composta da Valentina Lodovini, Fausto Brizzi e Giannandrea Pecorelli, assegna il premio con la seguente motivazione: per la capacità di caratterizzare in “Aspettando il sole” un personaggio in tutte le sue sfumature nella tradizione del miglior cinema italiano e per la sua disponibilità a partecipare da sempre a film originali, rischiosi ed indipendenti come testimoniato dalla partecipazione in “Il primo giorno d’inverno”.
– Premio FONDAZIONE ANTONVENETA alla miglior attrice a Pia Lanciotti per “L’estate d’inverno” di Davide Sibaldi.
Motivazione: una vera rivelazione con Fausto Cabra con cui condivide la scena nell’Estate d’inverno. Un premio anche per segnalare un film apparentemente difficile, ma capace di catturare lo spettatore.
– Premio FONDAZIONE ANTONVENETA alla miglior opera prima a “Quell’estate” di Guendalina Zampagni
Motivazione: per la completezza degli elementi che compongono il film, dagli attori alla regia, e per la capacità di creare suggestioni, atmosfere ed emozioni anche grazie al sapiente uso delle musiche.
– Per la sezione Cei:
Premio al miglior cortometraggio (2500 euro) a “Tour” di Simonyi Balazs
La giuria, composta da Manuela Cernat, Victor Asliuk, David Peros Bonnot, Geta Toth, Matteo Rosati, assegna il premio con la seguente motivazione: per la freschezza e la sensibilità di un discorso gioioso sulla condizione umana della “terza età”.





















