giovedì, Settembre 3, 2026
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“Teatro Verdi”

Stagione 2008-2009

Chissà che direbbe Giuseppe Terragni, l’architetto che progettò, di fianco al Teatro Verdi, un nucleo abitativo diventato uno dei simboli del quartiere Garibaldi/Isola. Chissà che direbbe di quel “Paesaggio con gru”, moderno affresco che simula originali crocefissioni sullo sfondo di una metropoli trasformata nel cantiere che procede verso Expo 2015. Chissà …

“Paesaggio con gru” diviene così per noi metafora di quel cantiere delle idee che proponiamo attraverso le stagioni del Teatro Verdi, luogo d’incontro, di trasformazione, di confronto tra diversità e nuove identità.
Un cantiere che ci ostiniamo a voler tenere aperto… nonostante sempre più gravi difficoltà economiche.

Cogliamo occasione allora per evidenziare la nostra piena attenzione e partecipazione all’ampio dibattito volto a disegnare un diverso sistema delle politiche culturali, in ambito locale e nazionale, dove auspichiamo possano trovare finalmente risposta anche due nostre richieste fondamentali, che ci aprano orizzonti meno cupi e ci consentano lo sviluppo di una più serena progettualità:
una sede in concessione comunale, come da oltre venticinque anni il Teatro del Buratto sta chiedendo sui tavoli istituzionali, anche attraverso il progetto per una “Città teatro dei bambini”
un consolidato riconoscimento a IF festival, vetrina internazionale che oggi a pieno titolo si colloca nelle aperture di Expo 2015.

Nell’attesa dunque di risposte adeguate e urgenti, il Teatro Verdi – e con esso il Teatro del Buratto – continua però la sua strada: costruendo rapporti, incontri, scambi, confronti e aprendo questi momenti al pubblico milanese attraverso proposte diverse che seguono ancora percorsi paralleli tra teatro di parola e di narrazione (“Briganti” di Gianfranco Berardi, “Le serve di Virginia” ispirato al testo di Alicia G. Bartlett; il percorso nella Tragedia classica di Farneto Teatro), di poesia (i versi di Mariangela Gualtieri per il Teatro Vadoca) di impegno civile (Ulderico Pesce, Galleria Toledo e “Deserto nero”, nuova produzione del Teatro del Buratto), con aperture alle diverse innovative ipotesi di teatro visuale, di immagine e di figura.

L’impegno avviato nella scorsa stagione con IF festival internazionale teatro di Immagine e Figura, esperienza ben accolta dal pubblico milanese, prosegue quindi con un programma specifico, parallelo alla stagione di prosa del Teatro Verdi (con una specifica Sezione Infanzia ospite al Teatro del Buratto al Pime), con nuove occasioni di scoperta e confronto con la scena europea, grazie anche alla sempre preziosa collaborazione artistica di Fiorano Rancati nella individuazione e nella proposta degli spettacoli internazionali.

Ribadendo la sua identità il Teatro Verdi si apre a un sempre più ampio lavoro di intreccio anche con Culture “Altre” – perseguitate, negate, dimenticate – che quest’anno trova significativa espressione sia nel nuovo spettacolo del Teatro del Buratto, dedicato alla storia del popolo Armeno, sia nel Progetto Bruno Schulz, dedicato a questo grande artista, protagonista di una delle stagioni più ricche e drammatiche della letteratura polacca ed interprete di significativi momenti nella cultura del popolo ebraico.

Da segnalare infine sia l’evento di apertura della stagione – l’ospitalità internazionale di Lombardia Edge Festival, iniziativa aperta ai confronti e tesa a dare voce ad esperienze artistiche che si muovono nei luoghi del disagio e di confine – sia il proseguire della storica proposta dei Corsi di Scrittura Creativa, incentrati ora sulla sperimentazione delle Scritture autobiografiche, a cura di Emanuela Mancino e Barbara Mapelli, in collaborazione con Guerini & Associati e con la rivista Adultità.

“Paesaggio con gru”: per costruire teatro costruendo stimoli nuovi per un pubblico sempre nuovo e più ampio al quale offrire luoghi di cultura, arte, incontro, dibattito, condivisione, confronto e divertimento…