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“Tregua”

Tregua, l’ultima creazione di Virgilio Sieni al Teatro Alighieri

Lunedì 7 luglio alle ore 21 al Teatro Alighieri Ravenna Festival continua il suo percorso nel mondo tersicoreo. Dopo alcuni straordinari momenti di danza classica – quali ad esempio l’Omaggio a Béjart interpretato da Sylvie Guillem o la Giselle di Svetlana Zacharova – Ravenna Festival punta i riflettori sul contemporaneo, ospitando “Tregua”, ultima creazione della “Compagnia Virgilio Sieni”, realtà cardine della danza di ricerca italiana

Interpretato dallo stesso coreografo insieme a tre danzatrici – Ramona Caia, Cristina Rizzo e Simona Bertozzi, quest’ultima vincitrice nel 2007 proprio a Ravenna del premio Giovani Danz’Autori – e con l’accompagnamento live del contrabbassista Stefano Scodanibbio che ha composto le musiche, “Tregua” prosegue la riflessione di Virgilio Sieni sulle atrocità della guerra iniziata con “Sonate Bach – Di fronte al dolore degli altri” (in cui evocava undici tragedie umane dei nostri giorni), spettacolo ispirato al saggio di Susan Sontag e ad alcune celebri fotografie, emblemi visivi dello scempio dei conflitti odierni.

Anche “Tregua” è nato osservando delle immagini, e in particolare la fotografia di Georges Mérillon del 29 gennaio 1990, poi chiamata “Veglia funebre in Kosovo”, in cui compaiono alcune donne intorno al corpo di Rosimi Elsnani, ucciso in una manifestazione indipendentista. Un tempo oltrepassato dalla tragedia, reso estatico dall’abbagliante bellezza dell’inquadratura; quell’attimo crea il luogo della passione: il dolore si riversa nella luce bruna, la terra comune delle donne impregna la stanza. Ecco allora che Tregua si definisce come un balletto contemporaneo proprio su quelle donne, donne che attraversano anche l’iconografia dell’arte italiana – pitture rinascimentali di tema sacro, come il “Compianto sul Cristo morto” di Cosmè Tura, o i panneggi sui corpi e dei corpi di una scultura quale “La beata Ludovica Albertoni” del Bernini – e che, trasfigurate attraverso la danza, acquistano poesia, unendo idealmente la cultura cristiana e quella islamica.
Lo spettacolo, suddiviso in due parti decisamente differenti, accosta a queste altre immagini con funzione di filo conduttore, giungendo al risultato di una coreografia fluida, che restituisce la sofferenza in maniera poetica. La prima parte vede in scena i corpi straziati delle tre ballerine, vestite di nero, come simbolo della veglia funebre a cui assistono. Uno spazio quindi notturno, una camera della passione che lascia appena intravedere l’atlante infinito dei gesti del pathos e del dolore dei corpi sempre legati di queste Baccanti dell’oggi che guardano alla vita e alla morte con il gusto oscillante della simmetria e del ribaltamento.
La seconda parte è invece l’assolo di Sieni, una presenza straziante, tesa, tramite la velocità dei suoi movimenti, a creare un netto contrasto con la lentezza esasperata della gestualità del coro femminile, a cercare una resistenza contro l’ineluttabile. Ma è una resistenza inutile, e la danza del coreografo diventa qui la danza ultima della vita nella morte.

Virgilio Sieni, compiuti studi di arte e di architettura, si forma nella danza tra Amsterdam, New York e Tokyo. Nell’83 fonda il gruppo Parco Butterfly e nel ’92 la Compagnia Virgilio Sieni Danza, con la quale svolge un intenso e originale lavoro di ricerca coreografica e scenica. Nel 2000 gli viene assegnato il premio Ubu per la ricerca pluriennale intorno alla fiaba; nel 2004 ne riceve un altro per lo spettacolo “Empty Space- requiem”. Dal 2003 è direttore artistico di “CANGO – Cantieri Goldonetta Firenze”, centro dedicato alla sperimentazione sulle discipline artistiche legate al corpo e sui creazione dei linguaggi contemporanei nelle arti.

Biglietti da 10 a 25 euro.
Info e prenotazioni: tel. 0544 249244 – www.ravennafestival.org