venerdì, Luglio 17, 2026
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ISCHIA FILM FESTIVAL, IL CINEMA DEI LUOGHI, CHIUDE LA 24ª EDIZIONE

Si è conclusa la ventiquattresima edizione dell’Ischia Film Festival, diretta da Michelangelo Messina, che per otto giorni ha trasformato il Castello Aragonese in un luogo d’incontro tra autori, pubblico e opere provenienti da ogni parte del mondo.
“Questa edizione conferma la natura più profonda dell’Ischia Film Festival: essere un luogo di incontro tra il cinema e il mondo, tra gli autori e i territori, tra le storie e le comunità che le accolgono. In questi giorni il Castello Aragonese è diventato ancora una volta uno spazio di visione e confronto, capace di restituire la complessità del presente attraverso opere provenienti da Paesi, culture e sensibilità diverse”, ha dichiarato Michelangelo Messina.
Questi sono i vincitori delle sezioni in concorso. Per i lungometraggi, l’Ischia Film Award per il miglior film è andato a Sanding Dreams del regista russo Anton Mamykin. Il Premio Castello Aragonese per la regia è stato assegnato a Morad Mostafa per Aisha Can’t Fly Away; Premio Epomeo per la fotografia a Lo spirito delle stagioni di Alessandro Cattaneo (un premio davvero meritato per un’opera di grande intensità visiva). Il Premio Aenaria per la scenografia è attribuito a Marek Špitálský per Wirbel di Tomáš Hubáček. Una menzione speciale per i lungometraggi in concorso è andata a Kickoff di Roser Corella e Stefano Obino.
Per la sezione Location Negata, il premio al miglior lungometraggio è stato attribuito a Mundurukuyü – The Forest of the Fish Women di Aldira Akay, Beka Munduruku e Rilcélia Akay, mentre la menzione speciale è andata a The Mission del Gaza Collective. Per la categoria cortometraggi è stato premiato Sunday di Giulio Tonincelli, con una menzione speciale a The Faster di Luigi Timpano e Federico Brullo.
Nella sezione cortometraggi, il premio per il miglior film è stato assegnato a Rise di Jessica J. Rowlands, mentre la menzione speciale è andata a Sueña Ahora di Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso e Andrea Settembrini. Infine, il Premio del pubblico per la sezione Best of è stato attribuito a Il Dio dell’Amore di Francesco Lagi.
Nella serata conclusiva c’è stata la consegna dell’Ischia Film Award donne nel cinema a Barbora Bobulova. Vincitrice di Nastri d’Argento e del David di Donatello, l’attrice ha costruito tra cinema, teatro e televisione un percorso artistico di grande rigore e libertà, imponendosi come una delle interpreti più intense del panorama italiano ed europeo.
“È la mia prima volta a Ischia – ha detto Barbora Bobulova – sono davvero felice di essere qui, in un luogo di straordinaria bellezza che rende questa esperienza ancora più speciale. Ricevere questo premio mi emoziona profondamente e sapere che prima di me è stato assegnato a personalità di grandissimo calibro lo rende ancora più significativo. Nel nostro lavoro, fatto anche di insicurezze, riconoscimenti come questo rappresentano un incoraggiamento prezioso. Nel mio percorso tra cinema, teatro e televisione ho sempre sentito quanto il luogo sia fondamentale nel racconto: può diventare un vero e proprio partner di scena, capace di rafforzare una storia e darle un significato più profondo. Ci sono storie che possono esistere solo in determinati luoghi, perché è proprio il contesto a renderle autentiche”.
Con la serata finale si è chiusa un’edizione che conferma l’Ischia Film Festival come osservatorio sul cinema contemporaneo e sulla sua capacità di raccontare i luoghi da prospettive lontane dai riflettori. Guerre, migrazioni, paesaggi minacciati, memorie e desideri di futuro hanno attraversato le opere in concorso. Il festival ha riaffermato la sua vocazione: fare dei luoghi protagonisti del racconto e strumenti di riflessione sul presente, dove il cinema diventa chiave di lettura delle varie identità.