lunedì, Agosto 31, 2026
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Sanremo 2008 – Prima Serata

Molto spettacolo e poche buone canzoni

Tutto inizia con l’orchestra della RAI incastonata in una delle più belle scenografie del festival degli ultimi anni. Le melodie dei successi sanremesi riarrangiate per l’occasione (su tutti l’ultimo vincitore Simone Cristicchi, Come Saprei di Giorgia, per poi rispolverare i successi anni ’60 e ’70), introducono la serata.

Lo zoom della telecamera stringe sullo sfondo mentre una luna sempre più luminosa si trasforma in un “occhio di bue al contrario” che ci fa scorgere sulla celeberrima scalinata (che nelle edizioni del Pippo nazionale non è mai mancata) la silhouette di un cantante: è Gianni Morandi che canta Nel Blu Dipinto di Blu. Emozionante apertura molto hollywoodiana. Ma arriva subito il simpatico guastafeste: il vero mattatore della serata è Piero Chiambretti che, dopo aver fatto divertire il pubblico ossessionato dai 12 Baudo-Sosia che lo inseguono e invadono il palcoscenico, chiama il gran cerimoniere e direttore artistico della 58° Edizione del Festival di Sanremo: Baudo XIII°. Il presentatore compare al centro del palco con fumi, applausi e musica da gran parata. La serata è davvero iniziata: Pippo presenta i primi 10 big in gara e annuncia che nella serata passeranno alla finale solo 4 dei Giovani che vedremo esibirsi.

Ma arriviamo alla musica.

Paolo Meneguzzi
apre la serata con il brano Grande: subito si intuisce che il “paolo sanremese teenager” ha appena sfornato la prossima hit, che come le precedenti ci ossessionerà nelle radio italiane…e forse sudamericane!! Chiambretti sul palco afferma che tutti hanno cantato Volare e un filmato lo dimostra: sullo schermo una clip, egregiamente montata, racchiude in pochi minuti le cinquantotto edizioni del festival ma soprattutto scorre proponendo le espressioni di grandi della musica internazionale e non che cantano il celeberrimo brano italiano. Applausi.

Sembra che l’inizio sia scoppiettante, è difficile annoiarsi…arriva anche la bellissima Andrea Osvart, che Chiambretti etichetta scherzosamente come la “Ricciarelli magra”. Si susseguono sul palco la particolare interpretazione di L’Aura, le chitarre dei Milagro, e Un Falco Chiuso in Gabbia di Cutugno: 14 volte concorrente della kermesse canora; rispolvera la grinta dei tempi passati…appunto, tempi passati, lui è bravo, ce la mette tutta, ma siamo nel 2008!!!

È la volta poi del rapper Frankie Hi Energy: il fischio iniziale alla spaghetti western da inizio a La Rivoluzione, una delle canzoni più interessanti e da tenere sott’occhio. Mentre si scherza con la par condicio da rispettare, e con Chiambretti è un po’ un’impresa, si ricordano le critiche fatte al festival detto “comunista”: Sanremo Falce e Militello!

Tra i concorrenti si fa notare il gruppo di Foggia Frank Head che canta Para para’ ra rara: allegri, vestiti in modo strano e “giovane” snocciolano sul palco la loro melodia rock, ska, in puro stile balcanico, dove la fisarmonica incombe rapendo lo spettatore. Simpatici. La signora D’Alessio, Anna Tatangelo, nei suoi ventuno anni d’età scambiati per quaranta, propone la canzone più discussa nel pre-festival Il mio Amico: si parla di omosessualità. Proprio la tematica distrae dalla banalità musicale dell’ennesima canzone neomelodica che non propone niente di nuovo, a livello musicale, anzi. Già si parla di canzone simile: proprio Gigi canta “tu che ne sai….” ascoltare per credere.

Ore 22.54 si chiude la prima parte…e tiriamo un sospiro di sollievo. Si rientra in teatro con Carlo Verdone e la sua famiglia scout dell’ultimo film Grande, Grosso…e Verdone dove brilla la simpatica di una Geppi Cucciari sempre in forma, comica ovviamente. Il superospite Lenny Kravitz fa prima emozionare la valletta di questa prima serata, poi delizia il pubblico con il suo ultimo lavoro discografico I’ll be waiting. A differenza di altri ospiti degli anni passati l’americano scherza con Baudo e Chiambretti e intona addirittura Donna rosa…

Dopo Michele Zarrillo e altri big passati in sordina è la volta di Tricarico con la sua Vita Tranquilla: nonostante il carattere burbero e le numerosissime stonature, questa è un’altra delle canzoni da tenere sott’occhio.

Tra i giovani passano Giua, i Frank Head, i Milagro e Valerio Sanzotta con il brano Novecento: molto interessante nel testo dove riferimenti alla storia e alla società italiana condiscono una canzone papabile di vittoria. A domani.