“LIBERI DA SEMPRE” dei Sonohra

Non una semplice boy-band

Due fratelli, Luca e Diego Fainello, di Verona, una grande passione per la musica e una canzone, L’amore, onnipresente in radio e in tv, che li ha portati a vincere l’edizione di quest’anno di Sanremo Giovani, consacrandoli come idoli delle ragazzine. Si sarebbe portati a credere di essere di fronte all’ennesimo gruppo destinato a vivere per una stagione grazie all’onda lunga di un hit single, senza poi lasciare alcuna traccia.

E invece no, o meglio: c’è da augurarsi di no, dopo aver sentito le undici canzoni di Liberi da sempre, l’album pubblicato il 29 febbraio scorso. Il loro primo LP, Grido e canto, probabilmente non lo ricorda nessuno, per un semplice motivo: non era un LP dei Sonohra. All’epoca si chiamavano 2tto, nome assunto dopo l’originario Domino, con il quale avevano girato un videoclip (Come tu mi vuoi). E infine, Sonohra, che rimanda al deserto tra California e Nevada ma che, se pronunciato velocemente, assume il significato di “suono ora”.

I risultati raggiunti con Liberi da sempre sono davvero interessanti: appena due passaggi a vuoto, sette canzoni di buon livello e due perle che rivelano una maturità che va ben oltre la giovane età dei ragazzi. I due passaggi a vuoto sono Love show e Sono io. Per la verità non c’è nulla di sbagliato in queste canzoni, semplicemente mancano del colpo d’ala necessario ad portarle all’altezza delle altre. Si tratta di normali canzoni pop. Al contrario L’amore, English Dance, Liberi da sempre, Cinquemila Mini Mani, Salvami, Io e te e So la donna che sei risultano molto più interessanti perché rappresentano vari esperimenti di commistione tra il pop e il rock, principalmente, ma anche tra il pop e altri generi, visto che alle chitarre (acustiche ed elettriche) si accostano anche un mandolino (Liberi da sempre, canzone delicatissima), un bombardino, un trombone e un clarinetto (Cinquemila mini mani), archi e sax (Io e te). Infine, I believe e (soprattutto) L’immagine, due canzoni che anche artisti ben più affermati e con una lunga carriera alle spalle desidererebbero aver scritto. Entrambe partono tranquille, la prima con un attacco di pianoforte, la seconda invece di chitarra acustica, per poi avvolgere l’ascoltatore in un ritornello basato su un maestoso intervento di archi e sulla voce, freschissima, di Diego. Ma quello che lascia stupiti è come quest’ottimo disco sia completamente opera dei fratellini: Diego si è occupato delle musiche e degli arrangiamenti (in particolar modo delle chitarre), Luca (con l’intervento poi del produttore Roberto Timi) dei testi. Una sorta di catena di montaggio che non lascia affatto delusi.

Che dire? Più preparati (musicalmente) dei Finley, molto più profondi (nei testi, su tutti Io e te e L’immagine) di Paolo Meneguzzi, Luca Dirisio e i vari idoli delle adolescenti che in questi anni si sono presentati a Sanremo. C’è da sperare che riescano a confermare quanto di buono hanno dimostrato.

Tracklist:
1. Love show
2. L’amore
3. English dance
4. Liberi da sempre
5. Cinquemila mini mani
6. Salvami
7. Io e te
8. So la donna che sei
9. L’immagine
10. Sono io
11. I believe
Sito ufficiale: www.sonohra.it