mercoledì, Settembre 2, 2026
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“LOS LADRONES VIEJOS (LAS LEYENDAS DEL ARTEGIO)” DI EVERARDO GONZALEZ

Vecchi ladroni

Fuori Concorso
Il trentacinquenne messicano Everardo Gonzàlez offre uno sguardo disincantato e divertito su alcuni dei personaggi più pittoreschi della storia del Messico, i ladroni delle famiglie degli artegio.

Come ben si evince, non avendo riportato la parola con la lettera maiuscola, per artegio non si intende il nome di una famiglia in particolare; bensì era l’appellativo dato a quelle famiglie che, per tradizione, praticavano il mestiere di ladro. Con tanto di eredità lasciata ai figlioli, e di sapere tramandato di generazione in generazione.

Questi ladrones imperversavano nella Città del Messico degli anni ’60 e ’70. Il regista Everardo Gonzàlez li ha scovati in prigione. Alcuni stanno prolungando questo particolare soggiorno sin da quei magnifici anni ’60, in cui i ladri gentiluomini messicani accumulavano fortune su fortune. Altri, più toccati dalla buona sorte, dimorano nelle patrie galere “solo” da una decade. Tutti, comunque, scontano la pena di quegli anni pazzi e sregolati, ma in cui lealtà, amicizia, sincerità, senso dell’onore erano valori ritenuti importanti se non fondamentali.

El Carrizo (il giunco), Fantomas, El Burrero, Xochi, El Chato, Chacon, Quattro Venti, El Elotes; questi i nomi dei più importanti e rinomati ladrones messicani. Chi non è passato a miglior vita in questo elenco è stato raggiunto dal regista e ha raccontato la sua storia, la sua filosofia di vita, la sua etica di lavoro, e ha tratteggiato l’atmosfera che si respirava in quel periodo. E così veniamo a sapere che El Elotes è stato il più grande scippatore di tutti i tempi: ha rubato le pistole usate nelle gare delle Olimpiadi di Città del Messico, e ha persino scippato il Presidente del Consiglio! El Carrizo, suo prediletto allievo, e fra i ladrones quello che è riuscito ad arricchirirsi maggiormente, ha superato il maestro sfilando il portafogli di tasca al Prestidente della Repubblica..

Ma c’è anche spazio per confessioni ancora più intime dei protagonisti, storie di infanzie di tremenda povertà, fatte di mille stratagemmi, a volte prive di genitori o di una famiglia a cui affidarsi. Storie di necessità, perchè per essere ladrones ci vuole talento ma ci si diventa solo perchè si ha bisogno di sopravvivere. Storie di corruzione, in cui alti vertici della polizia messicana erano in collusione con alcuni delinquenti che venivano coperti in cambio di una parte dei proventi. Il tutto raccontato con la giusta deferenza, la giusta ironia e la giusta fascinazione verso un ambiente che possedeva realmente alcuni tratti fortemente cavallereschi.
Certo, la poetica della spettacolarizzazione del documentario inaugurata, o meglio portata ai massimi livelli, da Michael Moore si fa sentire e, purtroppo, mette in luce alcune ingenuità del regista. Ma il documentario resta comunque di ottima fattura e abbastanza godibile.

2007, Messico
35mm, 97′, b/n_e_colore
regia/director Everardo González
fotografia/director of photography Martín Boege, Everardo González, Gerardo Montiel Klint
montaggio/film editor Juan Manuel Figueroa
musica/music Rodrigo Garibay, Matías Barberis
suono/sound Matías Barberis
interpreti/cast Jorge Calva Márquez aka «Fantomas», Efraín Alcaráz Montes de Oca aka «El Carrizos», Raymundo Moreno Reyes aka «El Burrero», Arcadio Ocampo Anguiano aka «Xochi», tenente/lieutenant Mauro Morales, sergente/sergeant Marco Villarreal
produttore/producer Issa Guerra, Everardo González, Roberto Garza Angulo, Alejandro Molina
produzione/production Artegios
coproduzione/coproduction Consejo Nacional para la Cultura y las Artes, Instituto Mexicano de Cinematografía, Arte 7, Filmoteca de la Unam, Hubert Bals Fund, Fondo Nacional para la Cultura y las Artes, Programa de Fomento a Proyectos y Coinversiones Culturales, Centro de Capacitación Cinematográfica