Questo breve romanzo può essere definito una favola poetica e sensuale. Camilleri rivisita il mito delle sirene riportandole, però, fra gli uomini in vesti di donne terribilmente seducenti, vecchissime o giovanissime, che nascondono un segreto imperscrutabile.
Siamo nelle vicinanze di Vigata, su una lingua di terra – contrada Ninfa – che emerge dal mare: un’isola sull’isola ancorata ai ricordi di Ulisse e dei suoi compagni.
Sono gli inizi del ‘900 e Gnazio Manisco, un’emigrante rimpatriato dall’America dopo aver fatto un po’ di fortuna, acquista questo piccolo appezzamento, pur non amando il mare, per sfruttarlo con ulivi e alberi da frutta. In questa sua Itaca manca, però, una donna; sposa allora la bellissima Maruzza, ragazza dal fascino prorompente che nasconde un segreto. Quel suo parlare una lingua sconosciuta con l’incredibile bisnonna, quel bisogno di immergersi periodicamente nel mare, è incomprensibile per Gnazio che, nonostante tutto, la ama e l’asseconda. La coppia è profondamente unita e da questo amore nascono due figli: Cola e Resina. Il primo dimostra una vera passione per le stelle e studierà tanto da diventare astronomo, la secondogenita ha le prerogative della madre: è una sirenetta affezionata visceralmente al fratello.
Quando Cola scoprirà una nuova stella le darà il nome di Resina ricambiando, così, il forte vincolo di amore fraterno. Allo scoppio della seconda guerra mondiale Cola rientra dall’America in Italia in guerra, ma la sua nave affonda portandolo nelle profondità marine. Resina corre dal fratello inabissandosi per sempre. Nella grotta in cui precipitano, in una campana d’aria, incontreranno altri personaggi: quelli scaturiti dalla fantasia di Mario Soldati e di Tomasi di Lampedusa. Le sirene, quindi, diventano dolci consolatrici, soccorrono gli uomini in una catarsi che trasforma il loro canto ammaliatore da un’armonia assassina come era ai tempi di Ulisse e dei suoi, in un balsamo per il cuore e per l’anima.
Uno scritto piuttosto innovativo nel panorama di Andrea Camilleri: siamo sempre nella sua Sicilia, a Vigata, ma la vicenda si snoda con parametri inusuali. Le sirene descritte non sono pesci, ma donne bellissime, sensuali e affascinanti che sembrano vivere al di sopra della vita e della morte, con uno sguardo lontanissimo al passato. Vogliono disfarsi della tragica memoria che affonda nei versi dell’Odissea ed acquistano, perciò, l’umana sensibilità di Maruzza e Resina per essere donne a tutto tondo.
Andrea Camilleri, Maruzza Musumeci, Palermo, Sellerio Editore, 2007, pp.151, € 8.50.






