mercoledì, Settembre 2, 2026
Home Cinema Film “Mama” di Yelena e Nicolaij Renard

“Mama” di Yelena e Nicolaij Renard

Senza parole

Milano Film Festival 2010 (Concorso)
Avete presente Fiorello quando imita Nanni Moretti e si inventa le trame, una più improbabile dell’altra, dei film presentati al Nuovo Sacher? Ecco, a descrivere Mama di Yelena e Nicolaij Renard – un film russo senza dialoghi e senza musiche, con lunghe inquadrature fisse, sulle azioni quotidiane di una madre e del figlio spaventosamente obeso – sembrerebbe che si tratti di uno di quei film inventati da Fiorello.

Prima che a Milano, Mama è stato presentato in altri festival ottenendo in alcuni casi reazioni positive (al festival Era New Horizons di Wroc?aw ha vinto il premio Fipresci). In chi scrive, invece, predominano di gran lunga i dubbi. Ed è per questo che – anziché richiamare certi ritratti famigliari di Sokurov come Madre e figlio (1997) rispetto ai quali a Mama manca l’intensità emotiva e la ricerca figurativa – l’articolo inizia citando, irriverentemente, Fiorello.

Non c’è una storia in Mama, ma l’osservazione spoglia di una banale giornata nella vita dei due personaggi. Qualche particolare fa immaginare una possibile storia (la madre prepara una valigia per il figlio: dove andrà? Forse l’ultimo pasto è più ricco degli altri perchè si tratta dell’ultimo pasto assieme?). E dal gioco di sguardi tra i due personaggi (i due si cercano e si evitano), oppure da certi gesti bruschi della madre, possiamo immaginare altri risvolti che vanno al di là di quello che è mostrato sullo schermo. E si può poi provare ad attribuire significati ad alcuni elementi che appaiono a margine: la statua nel parco che mostra le effusioni tra la cerva e il suo cucciolo (il sentimento materno), la notizia alla radio su un incidente aereo e sulla ricerca dei dispersi da parte dei famigliari (la perdita dei propri cari).

Ma cosa si debba leggere in tutto questo è difficile a dirsi: l’affetto estremo di una madre che rinuncia a se stessa per accudire il figlio bisognoso di aiuto? Oppure la patologia del rapporto famigliare (la dipendenza del figlio sembrerebbe in qualche modo alimentata dalla madre)? O la difficoltà a tagliare il cordone ombelicale degli affetti? Qualsiasi lettura difficilmente può trovare solidi appigli confermativi. E allora verrebbe da dire che fare supposizioni sulla storia di questo film e sul suo significato non sarebbe tanto diverso che sedersi sulla panchina del parco e immaginare quale storia ci sia dietro alla coppia che passa discutendo animatamente o al tizio che siede pensieroso sulla panchina di fronte.

Quello che è certo è la sensazione di disagio che il film suscita. Disagio che nasce dall’insistenza con cui ci “costringe” ad essere spettatori di situazioni tanto intime e delicate. Che fosse questa l’intenzione degli autori? Creare deliberatamente nello spettatore una sensazione di disagio?

Titolo originale: Mama
Nazione: Russia
Anno: 2009
Durata: 71’
Regia: Yelena e Nicolaij Renard
Cast: Ludmila Alyohina, Sergey Nazarov
Produzione: Yelena e Nicolaij Renard
Distribuzione: Renard
Data di uscita: Milano Film Festival 2010 (Concorso)