Il racconto teatrale scritto da Francesco Niccolini è ispirato al romanzo “Storia di Tönle” dello scrittore asiaghese
Un’icona del teatro italiano come Arnoldo Foà e un autore che ha scritto di guerra come Mario Rigoni Stern – recentemente scomparso – riuniti nel segno della memoria sul Monte Tomba, contrafforte del Grappa tra le province di Treviso e Belluno che fu teatro di scontri drammatici nella Prima Guerra mondiale. È un progetto che evoca sentimenti forti e contrapposti: la magia della scena, il potere universale ed evocativo della parola, l’orrore senza tempo dei morti in battaglia.
Microcosmi che uniti danno vita a uno spettacolo-evento creato in occasione dei 90 anni dalla fine della Grande Guerra. “SENZA VINCITORI NÈ VINTI – Guera Granda 15-18” è un racconto teatrale a più voci, che vuole essere un omaggio al valore dei soldati morti in battaglia e un monito a non scordare mai l’assurdità della guerra. Andrà in scena in prima assoluta il 12 e 13 luglio 2008 (ore 21) sul palcoscenico naturale del Monte Tomba, nelle prealpi trevigiane, proprio a cavallo di quella che nella guerra fu la linea del fronte tra il monte Grappa e il fiume Piave.
L’evento – prodotto dai Comuni di Cavaso del Tomba, Alano di Piave, Pederobba e Possagno – vedrà Arnoldo Foà recitare un testo scritto da Francesco Niccolini con Mario Rigoni Stern rievocando le suggestioni di un romanzo capolavoro come Storia di Tönle, nel quale l’evento bellico viene raccontato attraverso la fulminante esperienza di un civile, contadino ottantenne originario dell’Altipiano d’Asiago. Sulla scena con Arnoldo Foà anche Antonio Pizzicato e un trio di musicisti che comprende Filippo Faes al pianoforte, Emanuele Segre alla chitarra e Roberto Fabbriciani ai flauti, a loro volta supportati dal coro Valcavasia diretto da Cesarino Negro. Le musiche originali sono di Alessandro Grego.
L’evento sarà dedicato a Mario Rigoni Stern, scomparso pochi giorni fa.
“Sarà un evento unico ed emozionante – afferma Foà – e credo che tutti vorremo portare in quel luogo una dedica speciale a Mario Rigoni Stern. Questo è stato l’ultimo progetto al quale ha lavorato e sarà ancora con noi in quelle sere con le sue parole, con la sua vita che racconta”.
E l’attore aggiunge: “Mario Rigoni Stern non era solo un narratore straordinario, capace di restituire uno sguardo ad un tempo vero e incantato sul mondo. Era anche un pezzo di memoria viva e un testimone autentico, insostituibile dei drammi che hanno segnato il Novecento. Con la sua scomparsa perdiamo una voce rara, autorevole, lucida, mite”.
“SENZA VINCITORI NÈ VINTI” vuole celebrare i 90 anni dalla fine della Grande Guerra con l’intento di promuovere la pace attraverso il dialogo tra i popoli, un valore da diffondere soprattutto tra le giovani generazioni.
La guerra del ’15-’18 fu una carneficina che tuttora è di difficile spiegazione, in un contraddittorio guazzabuglio di errori, sottovalutazioni, interessi privati e personali, profitti industriali e carriere militari, che fecero di milioni di soldati d’ogni provenienza una tragica e indistinta montagna di carne da macello.
Provare a rileggere, novant’anni dopo, quegli eventi è una esperienza che illumina di una strana luce tutto quello che è seguito, pone domande che non sempre trovano risposta, e al tempo stesso apre la strada alle follie criminali che investirono l’Europa e poi il mondo in fulminea e pandemica espansione.
Inevitabilmente quegli anni e quelle storie sono diventate materia di studio e di creazione artistica e letteraria. Fra gli autori italiani che più hanno scritto sulla prima guerra mondiale, indubbiamente c’è Mario Rigoni Stern, con i suoi Racconti di guerra, e con i due romanzi brevi, i capolavori L’anno della vittoria e soprattutto Storia di Tönle, dove la guerra viene raccontata attraverso la fulminante esperienza di un civile, contadino ottantenne originario dell’Altipiano d’Asiago.
Attraverso sei mesi di studi, interviste e approfondimenti affidati a Francesco Niccolini, drammaturgo e scrittore noto per le ricostruzioni scritte per Marco Paolini (Vajont, Parlamento chimico, Bhopal, e 4 novembre ’66), la storia del vecchio Tönle Bintarn si è allargata ed è divenuta un racconto teatrale a più voci, affidato all’immensa maestria di Arnoldo Foà, alla qualità di Antonio Pizzicato, ormai molto più che una promessa del teatro italiano contemporaneo, e alla musica che Alessandro Grego ha espressamente composto per il coro Valcavasia.
Come è facile intuire anche dalla scelta del titolo, “SENZA VINCITORI NÈ VINTI” cerca di tenersi lontano dalla retorica e da ogni voglia di celebrazione, sprofondato nel disgusto per un bagno di sangue ingiustificabile, e al tempo stesso impegnato a non rimuoverne l’orrore e la memoria.
Uno spettacolo, dunque, che vuole provare a tendere un ponte verso il presente e utilizzare una grande dimensione corale, impreziosita ulteriormente dalla presenza di tre interpreti musicali d’eccezione: il pianoforte di Filippo Faes, i flauti di Roberto Fabbriciani e la chitarra di Emanuele Segre completano il cast di una produzione forse irripetibile.
Collegato all’evento verrà presentato un workshop teorico/pratico su “Identità e differenze: come costruire un mondo al quale vogliamo appartenere” a cura di NLPUnion; si lavorerà sul concetto di identità, inteso come identità personale ma anche di uguaglianza, passando poi all’analisi delle paure legate alle differenze ed al loro potenziale creativo (partecipazione gratuita, info@ senzavincitorinevinti.it).
INFO > Comune di Cavaso del Tomba
tel. 0423 942311
[www.senzavincitorinevinti.it->www.senzavincitorinevinti.it]






