Sono stati assegnati durante la cerimonia di premiazione tenutasi nella serata di sabato 28 marzo presso l’Auditorium San Fedele a Milano tutti i premi della 35esima edizione del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina – FESCAAAL 2026.
Il Premio Comune di Milano al Miglior Lungometraggio Finestre sul Mondo è stato assegnato al film Un poeta di Simon Mesa Soto. A decretare il miglior film del Concorso Lungometraggi, del valore di 8.000 euro, la Giuria Ufficiale composta dal presidente Soudade Kaadan. Saleh Bakri e Tommaso Santambrogio.
PREMI UFFICIALI:
CONCORSO LUNGOMETRAGGI “FINESTRE SUL MONDO”: Un poeta di Simon Mesa Soto, con la seguente motivazione: “Per la sua capacità di catturare, attraverso uno sguardo anticonvenzionale e con straordinaria vitalità, un’arte essenziale e al tempo stesso sempre più dimenticata nell’era digitale, la poesia, incarnata in un personaggio di rara intensità, portato in vita da un attore straordinario che attraversa il comico e il tragico senza cadere nella trappola del vittimismo o del melodramma. Per la forza della sua sceneggiatura, profondamente radicata nella complessità della società contemporanea e dell’industria culturale”.
Menzione speciale a Ghost School di Seemab Gul, “Per una rappresentazione poetica, semplice, pura e potente della vita quotidiana, dove l’atto di andare a scuola diventa un atto di resistenza”.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO AFRICANO: Paradise Garden di Sonia Terrab, con la seguente motivazione: “Per la precisione senza compromessi con cui ha rappresentato il conflitto inerente alla condizione femminile in un’area geografica specifica, il Maghreb, ma che riguarda tutto il mondo. Per l’assenza di retorica e per la capacità di includere nel racconto spunti di riflessione vitali in un mondo alla deriva”.
Menzione speciale a The Bird’s Placebo di Rami Jarboui.

PREMIO AL MIGLIOR FILM DEL CONCORSO EXTR’A offerto da Terre des Hommes Italia: Emy Nails di Camilla Carè, con la seguente motivazione: “Per la sua capacità di raccontare con intelligenza e semplicità – attraverso una sceneggiatura asciutta, metafore visive potenti e un linguaggio contemporaneo – l’incomunicabilità, la supponenza e il razzismo strisciante della nostra società”.
PREMI SPECIALI:
PREMIO DEL PUBBLICO CITTA’ DI MILANO: Un poeta di Simon Mesa Soto.
PREMIO CINIT, che consiste nell’acquisizione dei diritti di distribuzione in Italia, assegnato a un cortometraggio africano con valore educativo: Zizou di Khaled Moeit, con la seguente motivazione: “Per le cruciali tematiche tanto a cuore al pubblico giovanile e il modo diretto e realistico con cui viene tratteggiata l’evoluzione emotiva del protagonista, dibattuto tra desiderio di accettazione, bisogno di affermazione e ricerca di amicizia; Per l’originale e attuale ritratto di un ragazzo sospeso tra la solipsistica dimensione fanciullesca e la conflittuale età adulta, custode di un corpo che, insieme, lo schiaccia e lo protegge, per il tramite della maglietta ostinatamente esibita per trasformarsi davanti ai pari nel “supereroe del calcio”; Per la tenace determinazione del protagonista, chiamato a mettersi in discussione superando l’immagine fagocitata dalla rete e aprendosi al mondo e alla possibilità di una nuova vita”.

PREMIO ACEC, che consiste nell’acquisizione dei diritti di distribuzione in Italia, assegnato a un lungometraggio in programma: Irkalla: Gilgamesh’s Dream di Mohamed Jabarah Al-Daradji, con la seguente motivazione: “Nel vuoto educativo e affettivo lasciato da adulti assenti, l’immaginazione dei più piccoli trova nel cinema uno strumento di formazione e resistenza. Per la sua capacità di raccontare l’infanzia in un contesto di guerra senza rinunciare a uno sguardo poetico e visionario, che intreccia la crudezza del reale con la forza simbolica del mito”.
PREMIO MULTIMEDIA SAN PAOLO/TELENOVA, che consiste nell’acquisizione dei diritti di distribuzione in Italia, assegnato a un cortometraggio africano: Paradise Garden di Sonia Terrab, con la seguente motivazione: “Per la sua capacità di raccontare una storia con grande semplicità narrativa e intensità umana, mettendo al centro la dignità delle persone più vulnerabili. Il film riesce a mostrare la complessità di una situazione sociale reale facendo emergere con delicatezza il desiderio di un futuro migliore e di giustizia”.
PREMIO “VISIONI FUTURE” TERRE DES HOMMES ITALIA, assegnato al miglior film del festival che promuove i diritti di bambini, bambine e adolescenti: Ghost School di Seemab Gul, con la seguente motivazione: “Per aver dato voce, con straordinaria intensità, allo sguardo di una bambina che diventa specchio delle disuguaglianze di genere e della negazione del diritto all’istruzione. Un film che denuncia con lucidità la corruzione e la violenza generate da un potere che per difendere i propri privilegi è disposto a qualsiasi forma di manipolazione, trasformando così una storia individuale in un racconto universale di resistenza e speranza”.
Menzione speciale a Astronauta di Giorgio Giampà, con la seguente motivazione: “Per aver saputo mettere in luce, in una dimensione sospesa tra sogno e realtà, il forte legame che esiste tra un padre e una figlia. Per aver saputo far emergere quanto questo rapporto vissuto intensamente possa contribuire a portare a un futuro migliore, anche in clima sociale rigido e duro”.

PREMIO DELLA GIURIA UNIVERSITARIA, assegnato a un lungometraggio del concorso “Finestre sul mondo”: La reserva di Pablo Perez Lombardini, con la seguente motivazione: “Per la capacità di coniugare una forte e attuale denuncia sociale a un virtuoso linguaggio cinematografico, e per la delicatezza nella messa in scena e nei dialoghi”.
INSPIRING SOCIAAAL AWARD, assegnato al film capace di generare il maggior impatto e di ispirare il pubblico attraverso il suo potenziale di cambiamento: La Hija Condor di Alvaro Olmos Torrico, con la seguente motivazione: “Per la sua autenticità e capacità di trasformare una storia radicata in un territorio lontano in un racconto capace di parlare a comunità diverse per geografia e cultura, facendosi universale. Per aver saputo intrecciare memoria, identità e resistenza culturale attraverso saperi femminili antichi, evocando dinamiche che risuonano anche nella nostra storia. E per la grande sensibilità e forza di uno sguardo rivolto alle nuove generazioni, portatrici di speranza e custodi di un’eredità collettiva fragile ma preziosa”.











