(Testo a cura di Antonella D’Onofrio)
Il 16 agosto 2025 si spegneva Pippo Baudo e proprio domenica, a un anno esatto dalla sua morte, la Rai ricorderà con una programmazione speciale il presentatore televisivo italiano per antonomasia: l’uomo che chiamava il servizio pubblico “mamma Rai” e che, per oltre mezzo secolo, è entrato nelle case degli italiani accompagnando la storia e i cambiamenti del Paese.
Il palinsesto di Rai Storia sarà dedicato al conduttore dalle 11.45 alle 14 e poi dalle 19 alle 19.35. Rai 3 gli renderà omaggio con una puntata speciale di Blob, intitolata Superpippo, in onda dalle 20 alle 20.30. Il gran finale sarà su Rai 1, dalle 21.30 alle 23.55, con Stasera… Pippo Baudo.
Siciliano, nato nel 1936, Baudo è stato uno dei volti più rappresentativi della televisione italiana: protagonista assoluto del piccolo schermo, scopritore di talenti e interprete sensibile dei mutamenti del costume nazionale. Sessant’anni di carriera, tredici Festival di Sanremo e i grandi spettacoli del sabato sera ne hanno fatto non soltanto un conduttore, ma una vera istituzione televisiva.
Io stessa, avendo lavorato in televisione tra gli anni Novanta e i primi Duemila, ricordo quanto quel mondo fosse regolato da codici molto rigidi. La televisione generalista, soprattutto quella del servizio pubblico, conservava una sua solennità: ogni parola, ogni gesto e ogni comportamento dovevano essere consoni al pubblico e alla natura quasi sacrale attribuita al mezzo televisivo. La diretta ammetteva l’imprevisto, ma certamente non lo incoraggiava.
È all’interno di questa cornice che acquista un significato particolare il gesto compiuto nel 1990 da Masha Sirago, artista poliedrica e mia amica: un gesto coraggioso, ironico e, per certi versi, avveniristico, che l’ha fatta entrare nella storia della televisione italiana.
Accadde durante Gran Premio, il grande varietà del 1990 che segnò il ritorno di Pippo Baudo alla prima serata di Rai 1. La trasmissione coinvolgeva squadre di giovani artisti provenienti da diverse regioni italiane ed era seguita da milioni di telespettatori.
Masha Sirago, allora già nota come trasformista, era tra gli artisti del programma. Nella puntata del 26 aprile 1990, mentre Pippo Baudo cantava Tre somari e tre briganti insieme con Renato Zero e Franco Franchi, Masha entrò in scena seguendo perfettamente il tempo musicale, raggiunse il conduttore e gli schiacciò una torta in faccia. Poi si allontanò, lasciando dietro di sé lo stupore dei protagonisti e del pubblico.
La musica si interruppe e Baudo rimase per qualche istante immobile, visibilmente spiazzato, mentre Renato Zero e Franco Franchi cercavano di ripulirlo. In pochi secondi, il cerimoniale della televisione era stato infranto. Non attraverso un’azione aggressiva o volgare, ma con un gesto comico, surreale e spiazzante: quasi una gag chapliniana precipitata senza preavviso nel più solenne dei varietà Rai.
Masha trasformò così pochi secondi di diretta in una vera azione scenica. L’ingresso a tempo, la torta, l’uscita immediata: tutto contribuì a creare una sequenza perfetta proprio perché imprevedibile.
Oggi una scena del genere potrebbe essere studiata a tavolino per diventare virale sui social. Nel 1990, invece, significava esporsi davanti a milioni di spettatori senza poter prevedere le conseguenze professionali e personali. È qui che si misura il coraggio di Masha Sirago: nell’aver osato un gesto fuori dagli schemi davanti a milioni di persone, in una televisione ancora governata da rigidi codici e nella quale l’autorevolezza del conduttore appariva intoccabile.
Il dubbio accompagna ancora oggi quell’episodio: fu un gesto spontaneo o una trovata concordata con gli autori? Attorno a quella torta, tuttavia, aleggia il sospetto di una motivazione nata proprio durante la diretta e mai svelata fino in fondo. Anche questa zona d’ombra ha contribuito a rendere la scena memorabile.
I giornali ne parlarono, Blob e Striscia la notizia la riproposero più volte e ancora oggi quelle immagini continuano a riemergere dagli archivi televisivi e dalla rete.
Nel 2024 la stessa Rai ha riportato in circolazione quel momento, pubblicando su RaiPlay, nella raccolta Cento, la clip della torta in faccia a Pippo Baudo. Un riconoscimento che assegna definitivamente a quella scena un posto nella memoria collettiva della televisione italiana.
Masha Sirago ha raccontato l’episodio in un’intervista pubblicata il 2 novembre 2013 da La Gazzetta Meridionale:
«Mi diverte pensare che ancora oggi, a distanza di 23 anni dalla famosa trasmissione televisiva Gran Premio su Rai 1, molte persone ricordino il mio nome e il mio gesto. […] Una figura di donna entra in scena a tempo musicale, si vede di spalle, tira una torta e scompare. La musica va scemando fino a terminare. È il caso di dirlo: ho il senso musicale, sono entrata a tempo in quel tempo della mia vita, ma non l’avevo determinato».
Nell’intervista Masha ricorda anche le reazioni che seguirono:
«Molti hanno pensato che l’avessi fatto per diventare famosa e guadagnarci. Non ho guadagnato nulla. Mi chiamarono almeno venti testate nazionali, ma mi spaventai e non dissi nulla. Se avessi voluto guadagnarci, avrei firmato l’esclusiva che mi proposero alcuni giornalisti. Ma io ero inconsapevole del mio stesso gesto, che molti hanno ritenuto geniale».
Sono parole che smentiscono l’idea di un gesto costruito per ottenere notorietà e rafforzano il carattere libero, istintivo e inconsapevolmente geniale di quell’azione.
«È stato un atto sicuramente comico nel contesto di allora, che diverte ancora oggi molta gente. Bello, no?», concludeva Masha, ricordando anche il soprannome che Baudo le aveva attribuito in televisione: “la Fregoli in gonnella”, una definizione che ancora oggi la accompagna nel mondo dello spettacolo.
Quell’originalità non sfuggì neppure a Walter Chiari, che, dopo aver visto Masha esibirsi, volle conoscerla. Dell’amicizia che ne nacque e del loro ultimo pranzo, poche ore prima della morte dell’attore, Masha ha parlato al Corriere della Sera.
Nel 1998 Masha Sirago fu ospite della prima puntata di Meteore, il programma di Italia 1 condotto da Amadeus e Gene Gnocchi: la scena della torta era ormai diventata un frammento ricorrente della memoria televisiva.
Negli anni successivi la torta in faccia sarebbe diventata una presenza ricorrente anche nella satira e nell’intrattenimento televisivo italiano, fino a dare il titolo, tra il 2005 e il 2006, a un programma del Bagaglino. Nel 2011 anche Il Post incluse l’episodio di Baudo in una rassegna dedicata alle più celebri “storie di torte in faccia”, accanto a personaggi internazionali come Bill Gates e Nicolas Sarkozy.
Eppure, quella lanciata da Masha Sirago conserva ancora qualcosa di irripetibile. Non fu soltanto una gag né una semplice provocazione: fu una piccola ribellione all’ordine della scena, compiuta quando la televisione era ancora un tempio e Pippo Baudo ne era uno dei massimi sacerdoti.
Anche la reazione del conduttore contribuì a rendere memorabile quel momento. Baudo apparve sorpreso, ma la diretta proseguì e l’imprevisto entrò nello spettacolo. È anche questa la cifra dei grandi protagonisti della televisione: saper reggere ciò che sfugge al copione e trasformarlo, perfino involontariamente, in storia.
A un anno dalla morte di Pippo Baudo, ricordare quella torta significa dunque celebrare non soltanto una scena diventata iconica, ma una televisione nella quale poteva ancora accadere qualcosa di autenticamente imprevedibile. E significa ricordare Masha Sirago, l’artista che, con ironia, coraggio e perfetto senso della scena, osò per un istante desacralizzarla.
(di Antonella D’Onofrio)






