Girato fra Berlino e l’Italia, “Anime Veloci” è il secondo lungometraggio di Pasquale Marrazzo. Il regista napoletano racconta la storia dei giovani Giada e Francesca, rispettivamente una prostituta e un transessuale, facendo ruotare le loro vicende attorno ad una spy story ambientata a Berlino qualche anno dopo la caduta del muro. Prodotto dalla N.O.I. (produttori indipendenti) e distribuito dalla Pink Movie, il film è nelle sale dal 14 Luglio.
Francesca e Giada sono amiche per la pelle. Vivono a Berlino e adescano i propri clienti in luoghi bizzarri: librerie, centri commerciali, scale mobili e biblioteche. Nella loro sfrenata ricerca di un conforto incontrano un intrigante imprenditore, Andreas, e la quarantenne Susanne, entrambi alle prese con un oscuro passato ancora presente nella loro memoria. In una Berlino postmuro, dove i simboli e l’eco del regime comunista si fanno ancora sentire, si intrecciano storie di spie dell’ex Repubblica Democratica, amori fugaci, squallidi ritrovi per gente ai margini. Gente costretta a scappare da ogni luogo, anime veloci che corrono, angeli alla ricerca del proprio destino.
“Le anime veloci sono quegli angeli che si trovano per la strada e a cui nessuno dà importanza, che fanno da sfondo a un mondo di omologazione e che vengono chiamati diversi“, spiega Marrazzo. La sua Berlino fa da sfondo alle voci dei suoi personaggi “che partecipano alla vita e cercano un futuro” sopraffatti da “eventi esterni che li spingono verso la morte”. Un linguaggio, quello del regista napoletano, che ricalca i vari Fassbinder, Antonioni, Pasolini, alla ricerca di un qualcosa che ne fotografi la realtà e al tempo stesso la interpreti, fianco a fianco dei due attori che già l’hanno accompagnato nelle esperienze precedenti (A Sud del sole del 2001 è approdato ai Festival di San Sebastian e di Torino).
Fast Soul è un film riuscito in parte o, se lo si preferisce, un film non perfettamente riuscito. Buona la caratterizzazione dei due ragazzi, immortalati nelle loro pulsioni giovanili, spiriti affannati alla ricerca del piacere. Poco avvincente l’impianto narrativo sottostante, troppo costruito e lasciato scorrere senza pretese.
Nulla possono i due bravissimi protagonisti della storia per far decollare un film che non vuole saperne di uscire da una stereotipizzazione di genere che rallenta – in qualche caso annulla – tutte le velleità artisticonarrative della pellicola. La regia è spoglia e poco curata, la sceneggiatura poco equilibrata nello sciogliere un intreccio malcostruito. Quel che riesce ad Anime veloci traspare in maniera inconsapevole, quasi inconscia (forse a colmare gli eccessivi citazionismi del regista, laureatosi con una tesi sui simboli psicanalitici presenti ne Il Cielo sopra Berlino) dando comunque la sensazione che, al di là della solitudine costruita ad hoc per gli spettatori, c’è davvero bisogno di un luogo dove poter dare sfoggio alle proprie diversità. Un luogo che purtroppo non può essere rappresentato sommariamente su uno schermo cinematografico.
Le anime veloci
Titolo originale: Le anime veloci
Nazione: Italia
Anno: 2003
Genere: Drammatico
Durata: 94′
Regia: Pasquale Marrazzo
Sito ufficiale:
Cast: Giovanni Brignola, Tatjana Blacher, Gabriele Scharnitzky, Elisabetta D’Arco, Rainer Winkelvoss, Oliver Tautorat
Produzione: Sidecar Films & TV
Distribuzione: Pink Movie A Different Movie
Data di uscita: 14 Luglio 2006 (cinema)






