mercoledì, Settembre 2, 2026
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“El vuelco del cangrejo (The crab trap)” di Oscar Ruíz Navia

Aspettando l'onda

Milano Film Festival 2010 (Concorso)
Daniel arriva a La Barra, villaggio della costa pacifica della Colombia, in una della aree più isolate del paese, abitata prevalentemente da popolazioni di origine africana. Qui, mentre cerca una barca che gli consenta di fuggire, assiste al conflitto tra Cerebro, il leader della comunità, ed El Paisa, uno straniero che vorrebbe trasformare il posto in un luogo per turisti.

Ci sono due linee tematiche si sovrappongono in questo film. Una è quella del conflitto tra tradizione e modernità, tra difesa dell’identità e progresso, tra salvaguardia dell’ambiente (Cerebro ricorda i tempi in cui il mare era ricco di pesci ora scomparsi) e ricerca del profitto. L’altra è quella dello smarrimento, del divagare senza una meta precisa, della ricerca di un altrove in cui ritrovare sé stessi. Daniel si trova intrappolato come i granchi, voltati sottosopra dalla ragazzina che li cattura, in attesa di un’onda che li liberi e li rimetta nella posizione che consenta loro di muoversi.

Per collocare stilisticamente El vuelco del cangrejo potremmo accostarlo, tra i titoli usciti nelle sale italiane, a Sul lago Tahoe (2008) del messicano Fernando Eimbcke. Il film procede in forma elittica (di Daniel non sappiamo praticamente nulla – vediamo che ha con sé una fotografia in cui è assieme a una donna e da questo spetta a noi stabilire cosa vi sia nel suo passato), con scarni dialoghi. In un’intervista il regista ha detto di amare “i film apparentemente semplici ma pieni di epifanie”. È dunque un film che cerca momenti evocativi più che una precisa definizione psicologica dei caratteri.

Con la sua fotografia dai colori slavati e con la sua descrizione non edulcorata di condizioni di vita piuttosto misere (il regista ha detto di perseguire “non la bellezza bucolica, ma la bellezza che nasce dal dolore”), El vuelco del cangrejo è un film che non cerca facili consensi e che richiede allo spettatore disponibilità e collaborazione interpretativa. Disponibilità che può essere ripagata se si riesce a sintonizzarsi con i ritmi lenti della storia, con i tocchi di esile umorismo che la punteggiano e con l’elegiaca osservazione semi-documentaristica gettata su luoghi e popolazioni sconosciuti al grande schermo.

D’altra parte, El vuelco del cangrejo è uno di quei film che non riescono a mettere del tutto a tacere la vocina dello spettatore scettico che si chiede se il modo ellittico di raccontare non nasconda in realtà una trama un po’ inconsistente e contrapposizioni schematiche e se il protagonista non sia altro che una manierata rivisitazione dell’(anti-)eroe in crisi, figura da manuale del cinema moderno.

Titolo originale: El vuelco del cangrejo
Nazione: Colombia, Francia
Anno: 2009
Genere: Drammatico
Durata: 96’
Regia: Oscar Ruíz Navia
Cast: Rodrigo Vélez, Arnobio Salazar Rivas, Jaime andres Castaño, Yisela Álvarez, Karent Hinestroza, Miguel Valoy, Israel Rivas
Produzione: Contravia Films, Diana Bustamante, Arizona Films
Sito ufficiale: http://www.elvuelcodelcangrejo.com/
Data di uscita: Milano Film Festival 2010 (concorso)