“LILY ALLEN” – 02 ARENA, DUBLINO

Lily Allen torna per la terza volta a Dublino questo anno riempiendo anche l'02 Arena.

DAL NOSTRO INVIATO A DUBLINO – I cancelli aprono alle 18.30 ma l’attesa è resa gradevole da un ben riuscito DJ set che riscalda la folla che inizia a riempire l’arena. Passano canzoni più o meno famose remixate con un taglio molto elettronico, tra le altre anche “In for the kill” di La Roux, support act durante le date del tour in Gran Bretagna.

Proprio su queste note appare sul palco il rapper londinese Example (support act per la data irlandese) che con il suo rap elettronico, saltando su e giù per il palco riesce a coinvolgere l’immenso pubblico specialmente con il singolo più conosciuto, Watch the sun come up e poi fino al finale sulle note di Hooligans, facendo urlare a tutti ” We came/we saw/ we killed the crowd ” trasformando il concerto in una sorta di rave.

Alle 20.30 finalmente si apre il sipario e rivela il palco: nero con luci dorate, lampadari in stile, musicisti ai lati, tre schermi giganti sullo sfondo e Lily Allen che scende dagli scalini centrali intonando Everybody’s at it, prima traccia del suo ultimo album It’s not me, it’s you.
Lei sembra rilassata, parla al pubblico, ridacchia, si stupisce quando si rende conto di quanti siamo e sorseggia tra una canzone e l’altra quello che poi spiega essere un tè corretto Jameson.

Lily e la sua voce fanno da protagoniste, non ci sono cori nè ballerini, e lo show prosegue con una carrellata di canzoni dall’ultimo album e non : I could say, la simpatica Never gonna happen, il nuovo singolo 22 trasformato per il live in maniera del tutto originale, LDN, il suo primo singolo in top ten interpretato però con un taglio molto più elettronico, e altre ancora.

Lascia il palco per un veloce cambio d’abito e ritorna quasi subito con una sessione più acustica interpretando il famoso singolo dei The kooks’, Naive, in una versione del tutto inedita e forse anche superiore all’originale. Ancora una volta si ferma a parlare, ride, e dice ai suoi fan di aver portato un regalo, comincia a spinare Guinnes e ad offrirla al pubblico in prima fila. Ricomincia la musica e Lily regala anche un inedito intitolato Car Bullshit con un testo di protesta contro la politica mondiale attuale.

La cover di Oh my God dei Kaiser Chiefs dà una nuova scossa al pubblico, seguita da una versione molto drum & bass di Smile. Continuando sullo stile, Lily invita sul palco il suo caro amico Professor Green e assieme regalano una performance molto interessante con un pezzo di Deborah Cox, Just be good to me.
Professor Green lascia poi il palco e lily si appresta al suo finale con The fear e l’intera folla comincia a cantare in un enorme unico coro.

Lily riappare di nuovo dopo pochi minuti per il suo encore, non senza aver prima cambiato d’abito però, e subito riscalda il pubblico con una cover della famosa Womanizer di Britney Spears, versione molto simpatica anche grazie al suo delizioso accento londinese. Prima di iniziare la prossima canzone chiede a tutti di alzarsi in piedi e di cantare con lei aggraziandosi il pubblico irlandese dedicando il pezzo a Thierry Henry e al fallo di mano costato i mondiali alla nazionale. Si tratta di Fuck you! accompagnata da una simpatica immagine sugli schermi di due nani da giardino con il dito medio alzato.

Il concerto arriva così al termine con una versione formidabile di Not fair in stile dance, Il pubblico scalpita, balla, le tribune tremano, Lily ringrazia svariate volte poi esce e la magia purtroppo finisce.
Un concerto superbo che rivela un’artista molto interessante e originale da tenere senza dubbio d’occhio nelle prossime stagioni.

Foto di Jim Ippoliti
www.lilyallenmusic.com
Scaletta:

1. Everyone’s at It
2. I Could Say
3. Never Gonna Happen
4. Oh My God / Everything’s Just Wonderful
5. 22
6. Him
7. Who’d Have Known
8. LDN
9. Back to the Start
10. He Wasn’t There
11. Littlest Things
12. Naive (the kooks cover)
13. Smile
14. The Fear
15. Womanizer (Britney Spears cover)
16. Fuck You
17. Not Fair