“NATI IN CASA” DI GIULIANA MUSSO

Quando nascere era pura poesia: il mistero della nascita e il ruolo della “levatrice” raccontati da un’intensa Giuliana Musso

Una volta i bambini nascevano in casa. Da questa semplice constatazione, che però molti di noi hanno dimenticato, abituati all’apparente comodità del parto in ospedale, Giuliana Musso ha costruito uno spettacolo poetico, intenso e tutto femminile, che ha riproposto sabato 1 aprile al pubblico del Teatro Goldoni.

A partire da numerose interviste a donne che hanno svolto il difficile mestiere della “levatrice” – detto anche in gergo “comare” – Giuliana Musso e Massimo Somaglino hanno elaborato un testo drammaturgico che ricorda e celebra, con nostalgia e affetto, l’importantissima figura dell’ostetrica di paese che fino a trent’anni fa assisteva casa per casa le partorienti nel mettere al mondo i propri figli.

E’ incredibile come sia cambiato il mondo nel giro di pochi decenni e la Musso ha il merito di ricordarci, con profonda intensità, non solo il ruolo della “levatrice” nella società dei nostri genitori o nonni, ma di riscoprire e valorizzare il ruolo stesso della donna da una parte, e il mistero della nascita dall’altra. Argomenti che a teatro non vengono affrontati spesso, ma non per questo meno affascinanti e toccanti, e Giuliana Musso è una narratrice eccezionale: calibra ogni parola e ogni respiro ha un preciso significato, riuscendo così ad emozionare il pubblico e a tenerlo “con il fiato sospeso”.

Giuliana è sola sulla scena e con camaleontica abilità impersona di volta in volta una partoriente all’ospedale, un medico, un marito, una nonna, una ragazzina impaziente e una “comare”, dando vita a scene familiari divertenti e poetiche al contempo. Lo spettacolo della Musso è importante anche per il suo valore storico: molte scene prendono vita dai ricordi di vicende realmente accadute, è un passato “sommerso” che riaffiora e diventa patrimonio collettivo, prima di essere completamente dimenticato. “Nati in casa” è però anche uno spettacolo di denuncia, contro l'”ipermedicalizzazione” degli ospedali, dove il parto è vissuto oggi più come una malattia da curare che come un lieto evento.

Nel 2001 con “Nati in casa” Giuliana Musso si è imposta sulla scena nazionale come valida esponente del teatro di narrazione e tale si è riconfermata lo scorso anno con uno spettacolo ancora più forte e travolgente: “Sexmachine”. “Sexmachine” è antitetico rispetto a “Nati in casa” poichè parla di sessualità e prostituzione, ma individua un altro tema civile: ad essere indagato è il ruolo della donna, ancora oggi lontana dall’ottenere una parità reale, oltre che formale, nella nostra società.

Teatro Club Udine
NATI IN CASA
di Giuliana Musso e Massimo Somaglino
con Giuliana Musso
regia di Massimo Somaglino