Prima Materia

Opere dalla Collezione Pinault a Punta della Dogana

Le navate maestose della Punta della Dogana a Venezia hanno ceduto la loro sacralità, riducendosi a fare da contenitore ad uno degli eventi di arte più attesi a livello internazionale, cioè l’annuale rassegna primaverile d’arte contemporanea che Pinault e il suo Palazzo Grassi ripropongono con grandi echi di stampa e afflusso di visitatori.

Il titolo della mostra “Prima Materia” non è casuale, ma fortemente emblematico in quanto sintesi di un modo estremo e spiazzante di intendere in questo inizio del terzo millennio l’arte e la sua finalità. L’altro nume protettore del luogo è l’archistar Tadao Ando abilissimo nell’adattare il vecchio maestoso magazzino al suo ruolo di contenitore d’arte. Operazione talmente riuscita da creare una simbiosi perfetta fra le opere d’arte ospitate e il loro ricettacolo.
Molte delle opere della mostra sono state proprio espressamente concepite e realizzate per valorizzare la monumentale costruzione, ricevendone in cambio visibilità e prestigio.
Niente percorsi obbligati con le tradizionali frecce di orientamento; si è voluto offrire al visitatore la stessa libertà che si sono presi gli artisti consentendogli di percorrerlo a suo piacimento. Si può quindi partire dal piano rialzato, lasciare vagare lo sguardo dalle installazioni alle piccole preziose finestrelle ovali e dominare l’intera laguna da S. Marco a S.Giorgio.

Alla forma sia pure spinta fino alla pura astrazione si va ormai sostituendo l’idea, la trovata, la capacità di stupire e spesso la voglia di scandalizzare anche se ormai dall’orinatoio di Duchamp alla tela tutta nera di Malevic, agli strappi di Fontana, i visitatori sono vaccinati e semmai si stupiscono di fronte a un quadro bello a vedersi e dipinto con il pennello a colori a olio.
A fare da amalgama alla materia grezza, a quel groviglio ancora informe uscito dal caos primigenio, resta comunque la mente dell’artista capace di vedere al di là della semplice apparenza. Si vuole richiamare l’attenzione sull’inquinamento ambientale, sulla massa di rifiuti che sommergono le periferie degradate? Niente di meglio allora che prendere dei grandi sacchi neri di plastica usati dalla Nettezza Urbana, bruciacchiarne due, stropicciare gli altri e poi appiccicarli al muro come quadri senza cornici. Si vuole riproporre l’eterno mistero della fine dell’uomo, della morte? Si allinea allora una lunga serie di piccoli teschi finemente lavorati in avorio per potere applicare anche a questi orridi feticci l’etichetta del bello, pur non piacevole a vedersi.

Torna Cindy Sherman con una sua serie di ritratti di gente comune, non più deformi ma agghiaccianti nella loro banale normalità. Accanto ai super noti Manzoni, Alighiero Boetti, Giulio Paolini, Zeng Fanzhi (The land so rich in Beauty) la mostra di palazzo Grassi presenta molti autori fino ad ora sconosciuti ma di certo destinati a imporsi vista la potenzialità e il carisma del loro collezionista, quel Pinault sempre più deciso a ritagliarsi un suo posto nella storia dell’arte.
Terminata la visita, non si trascuri il teatrino di palazzo Grassi, a sua volta restaurato da Tadao Ando, piccolo gioiello che completa con la Cappella Sacra di S. Samuele le pertinenze del palazzo, attento allo svago del corpo e alla salute dell’anima.

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“Prima Materia”
30 Maggio 2013 / 31 Dicembre 2014
Fondazione Francois Pinault – Punta della Dogana, Venezia
Curatori: Caroline Bourgeois, Michael Govan
Biglietto: intero € 15, ridotto € 10
Informazioni:
www.palazzograssi.it
+390412401304