Il prossimo 19 maggio 2006 la Galleria Borghese inaugura, con la monografica dedicata a Raffaello, la prima delle dieci mostre del programma espositivo messo a punto da Claudio Strinati, Soprintendente Speciale al Polo Museale Romano, e da Anna Coliva, direttrice della Galleria. E’ la prima mostra che Roma dedica a Raffaello con oltre cinquanta opere per un valore complessivo superiore al miliardo di euro.
La mostra della Galleria Borghese vuole indagare la produzione pittorica di Raffaello Sanzio negli anni tra il 1505 e il 1508, in cui l’artista, prossimo a stabilirsi a Roma, dipinge la “Deposizione”, tuttora conservata nel Museo Borghese e getta le basi per quel rivoluzionario passaggio dalla struttura compositiva tradizionale alla concezione dinamica dello spazio che si compirà con la realizzazione degli affreschi delle Stanze Vaticane.
E’ la prima grande mostra di taglio monografico che Roma dedica all’artista, anche se questo può sembrare paradossale, essendo Raffaello il pittore ‘romano’ per eccellenza. E’ Raffaello infatti che, giunto a Roma, con geniale sintesi formale, stabilisce una volta per sempre l’immagine stessa della dottrina, traduce i contenuti religiosi in immagini di tale forza che da allora l’intera civiltà occidentale si confronterà o si scontrerà con essi. E’ una iconografia che non è più mutata sino ai nostri giorni.
Lo scopo della mostra è proprio quello di indagare come, da un punto di vista formale, stilistico, compositivo, spaziale, questa visione universale prenda forma e come l’artista, da ottimo pittore umbro e poi fiorentino, divenga il Raffaello ‘romano’, il grande pittore di storia.
Si tratta di uno dei fenomeni più sorprendenti e rivoluzionari della storia dell’arte occidentale, perché sono stati pochi gli artisti capaci di operare un cambiamento così radicale su se stessi, rinascendo dalle proprie ceneri. Cambiamento che si riflette, passo dopo passo, nella tormentata realizzazione della “Deposizione”.
Appena s’immerge nell’effervescente clima di Firenze, Raffaello assimila le innovazioni di Michelangelo e Leonardo e affronta i due temi capitali della sua arte: il movimento e lo spazio. Presto impara a concepire le figure in movimento mentre il disegno diventa “la perfetta misura” ovvero la media proporzionale tra le bellezze, dunque universale.
Raffaello appare quindi come pittore divino nel senso etimologico del termine, ovvero la sua pittura è come se fosse qualcosa che è sempre esistita, mai realizzata da alcuno, perché è così perfettamente naturale che crea un mondo parallelo, assolutamente verosimile, dove regna un’armonia totale che diventa quasi impossibile percepire.
E’ una mostra che può essere realizzata solo alla Galleria Borghese, poiché in essa si trova l’opera capitale per la comprensione di questo passaggio, la celebre “Deposizione”, opera che per dimensioni e delicatezza è inamovibile. In questa occasione, per la prima volta, la Pala della Deposizione verrà ricomposta in tutte le sue parti (cimasa, predella e fregio), seguendo le più recenti ipotesi di studio riguardanti la struttura originale dell’ancona lignea, con la serie completa degli studi e dei disegni preparatori a documentare ogni passaggio relativo alla genesi e alla lenta trasformazione dell ‘idea iniziale: la loro presenza accanto alla Pala originale costituisce un irripetibile momento di riflessione, mai avvenuto fino ad oggi.
In accordo con le linee guida dell’attività espositiva della Galleria Borghese, la mostra vuole essere anche un’occasione per ricostituire momentaneamente l’antica collezione di opere di Raffaello appartenuta sin dalle origini alla raccolta Borghese e in parte dispersa alla fine del Settecento. Parte della ricerca, di carattere archivistico e documentario, mirerà ad individuare quei dipinti che, un tempo attribuiti all’artista negli antichi inventari, oggi, in base a studi più recenti, riconosciuti di diversa paternità.
E’ confermata la presenza alla Galleria Borghese di una serie di capolavori assoluti, in Italia per la prima volta quali la “Belle Jardinière” che il Louvre non ha mai prestato all’estero e che verrà accostata al cartone preparatorio dalla National Gallery di Washington, la “Madonna Colonna” dalla Gemaldegalerie, la “Sacra Famiglia con l’agnello” dal Prado, la “Madonna Esterhazy” da Budapest, la “Madonna Aldobrandini” e il “Sogno del Cavaliere” dalla National Gallery di Londra, la “Madonna dei Candelabri” da Baltimora, il “Ritratto virile” dalla Liechtenstein Collection. A questi vanno aggiunti i disegni preparatori dal British Museum, dall’Ashmolean, dal Louvre, da Lille, da Parigi e dal Metropolitan Museum.
In totale verranno esposte in mostra 24 tavole e 26 disegni, per la maggior parte mai viste in Italia, oltre a circa dieci capolavori di confronto di artisti coevi dalle collezioni della Galleria Borghese. Lo sforzo organizzativo è di enormi dimensioni, il solo valore assicurativo complessivo delle opere in mostra è superiore al miliardo di euro che rappresenta un record per una esposizione in Italia. La mostra si avvale della collaborazione del Corriere della Sera e di Alitalia, sponsor tecnico è Serono.
“RAFFAELLO. DA FIRENZE A ROMA “
Dal 19 maggio al 10 settembre 2006
Roma, Galleria Borghese, Piazzale Scipione Borghese 3
Orari: Tutti i giorni tranne il lunedì dalle 09.00 alle 19.00
Prezzo: Interi € 10,5 per mostra e Galleria Borghese, più diritto di prevendita
Prenotazione obbligatoria: Tel. 06 32810
Prenotazione internet: www.ticketteria.it
Servizio Didattico: Tel. 06 8413979, Fax 06 8840756 , serveducpoloromano@virgilio.it
Conferenza Stampa: 18 maggio 2006 ore 12,00 – Galleria Borghese, Roma
Mostra promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano e organizzata da Mondomostre
Curatela: Anna Coliva
Catalogo Skira
Ufficio stampa: Sveva Fede
Tel. 06 6893806 – Cel. 336 693767 – Fax 06 68808671 – Email: ufficiostampa@mondomostre.it
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