Il Padiglione dell’Oman alla 61ª Biennale Arte di Venezia è costruito con sabbia, metallo sospeso e strutture leggere che ricordano le decorazioni tradizionali.
L’artista usa superfici metalliche lavorate a mano appese nello spazio come elementi decorativi che mossi diventano sonori, creando armonie.
La sabbia del pavimento è originale dell’Oman, insieme ai metalli sospesi creando un ambiente immersivo che rievoca il deserto.
Ciò che colpisce dell’allestimento è la sua composizione punta materica, i suoni e la luce che si riflette nelle superfici metalliche e crea suggestive ombre nella sabbia in movimento.
Punta alla relazione tra paesaggio, memoria e identità culturale, usando materiali semplici e immagini dal forte valore simbolico.
La luce e gli spazi vuoti diventano parte integrante della narrazione visiva, creando un’atmosfera quasi meditativa.







