martedì, Settembre 1, 2026
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Venezia: “Yurusarezaru Mono (Unforgiven)” di Lee Sang-il

Il ritorno degli spietati

Venezia 70. Fuori Concorso
1869, Giappone settentrionale. Dopo la caduta dell’ultimo Shogun, i samurai a lui fedeli, braccati dagli emissari del governo Meiji, cercano riparo nell’isola di Okkaido. Vengono sterminati tutti, o quasi. I superstiti cercano nascondigli nei luoghi più freddi e cambiano radicalmente vita. E’ quello che cerca di fare Jubei (Ken Watanabe), il più forte e temibile dei samurai che, passato qualche anno, si ritrova povero e vedovo contadino con due figli a carico. Ma quando si presenta alla sua porta un vecchio compagno d’armi con la proposta di riscuotere una taglia uccidendo due sbandati che hanno sfregiato una prostituta, le necessità economiche lo inducono ad accettare.

Cosa abbia spinto Warner Bros Japan a produrre un inutile remake in salsa orientale dello splendido Gli Spietati di Clint Eastwood resterà per molti un mistero. Considerando la compiutezza e l’universalità dell’opera pluripremiata agli Oscar del regista americano, l’adattamento nipponico con equivalenza pistolero-samurai risulta addirittura indisponente. Mantenuta pressochè invariata la struttura narrativa e l’evoluzione dei personaggi, Yurusarezaru Mono si rivela però scialbo e monotono, inevitabilmente schiacciato dall’ombra dell’originale.

A guardar bene in realtà, anche sfuggendo per un secondo al confronto, il film di Lee Sang-il soffre di debolezze del tutto autonome. Lo sguardo riflessivo dei protagonisti, vittime e carnefici in un mondo ingiusto e cattivo, perde gran parte del fascino ambiguo della corruzione morale per lasciare spazio a personaggi meno sfaccettati di quanto il regista cerchi di presentarli. Il sadico e temibile sceriffo, pronto a tutto pur di far rispettare le sue regole, diventa troppo facilmente incontrovertibile polo negativo della vicenda, svilendo in parte il tormento interiore di Jubei – annacquato in interminabili sguardi di natura contemplativa verso l’orizzonte – e allo stesso tempo giustificando troppo le azioni degli anziani samurai.

Il richiamo del sangue, l’immutabilità della natura umana, l’espiazione delle colpe e la redenzione sono tematiche colpevolmente solo sfiorate da Yurusarezaru Mono che risulta ben presto patinato affresco naturalistico impegnato a osservare i dilemmi dell’esistenza dall’esterno. Non aiuta l’approccio superficiale alle vicende dei nativi dell’isola di Hokkaido né l’interpretazione macchiettistica del giovane mezzosangue al seguito dei due ex samurai.

Titolo originale: Yurusarezaru Mono
Nazione: Giappone
Anno: 2013
Genere: Azione
Durata: 125′
Regia: Lee Sang-il

Cast: Ken Watanabe, Jun Kunimura, Yûra Yagira, Kôichi Satô, Akira Emoto, Shioni Kutsuna, Eiko Koike, Ken’ichi Takitô
Produzione: Nikkatsu, Office Shirous, Warner Bros.
Data di uscita: Venezia 2013