Venezia: “Es-Stouh (Les Terrasses)” di Merzak Allouache

Algeri, uno sguardo dall'alto

Venezia 70. Concorso
Le terrazze dei quartieri di Algeri hanno molte storie da raccontare, in una giornata qualunque scandita dalla voce del muezzin che richiama alla preghiera. Un gruppo di giovani musicisti provano le loro canzoni su un tetto del centro, spiati da una donna che li osserva dalla terrazza vicina. Un’anziana donna che vive con la figlia e il nipote tossicodipendenti rischia lo sfratto. Un uomo viene torturato da un gruppo di scagnozzi in un palazzo disabitato, finché non arrivano dei documentaristi che potrebbero salvarlo. Lo zio di una bambina è tenuto prigioniero in una gabbia, e la bambina è l’unica aparlare con lui dalla grata.

Dopo aver portato alle Giornate degi Autori 2009 il suo film Harragas, che raccontava le tragiche taversate dal Marocco alla Spagna degli esuli africani, il regista algerino Merzak Allouache torna, questa volta in concorso, con un ritratto dell’Algeria moderna. Apparentemente immune dagli sconvolgimenti politici che hanno travolto molti paesi arabi, l’Algeria cela dietro le sue soleggiate terrazze la stessa violenza e anarchia. Questi tetti, che osservano distanti la metropoli irrequieta, permettono al regista di offrire uno sguardo dall’alto sulla sua città, e diventano la scena in cui lo spazio privato esce allo scoperto mettendo in mostra il disagio diffuso.

Ed è proprio l’intento di tracciare un ritratto socio-cultural-politico del presente il maggior limite di questa pellicola che pone molti interrogativi ma non ne risolve nessuno. Le storie restano così sospese, stentano a dialogare fra loro. Si chiudono estemporaneamente in troppi momenti di violenza forzata, come se il modo più facile per mettere un punto fosse far fuori il più gente possibile.

Les Terrasses apre molte finestre sul cortile ma abbassa le serrande casualmente, affastellando una casistica dopo l’altro invece di andarne a fondo per comprenderne le ragioni, puro zapping d’autore tra tutti i mali del mondo contemporaneo.

La corruzione dilagante, la giustizia autogestita, lo status della donna, la sessualità, la religione, le nuove generazioni che dietro la maschera di modernità nascondono lo stesso bigottismo dei vecchi. Le tematiche si inseguono confusamente come in uno speciale da seconda serata che cerca di sintetizzare tutti i lati di un paese in novanta minuti ma rischia di lasciare più confusi di prima. Un film non mal realizzato, ma certamente irrisolto.

Titolo originale: Es-Stouh
Nazione: Algeria, Francia
Anno: 2013
Genere: Drammatico
Durata: 91’
Regia: Merzak Allouache
Cast: Adila Bendimerad, Nassima Belmihoub, Ahcene Benzerari, Aïssa Chouat, Mourad Khen, Myriam Ait el Hadj, Akhram Djeghim, Amal Kateb
Produzione: FDATIC Ministère Algérien de la Culture, Aides aux Cinémas du Monde Centre du Cinéma et de l’Image Animée, Ministère des Affaires Etrangères – Institut Français, Ciné+, Doha Film Institut
Data di uscita: Venezia 2013