Romantici di tutto il mondo, Netflix e Shonda Rhimes hanno in serbo il dono di Natale perfetto per voi.

Dopo aver ordito macchinosi complotti, intrecciato relazioni pericolosissime alla Casa Bianca (Scandal), mentre ancora sta facendo sospirare, penare, sbuffare da 17 stagioni per le corsie di un ospedale di Seattle (Grey’s Anatomy), Shonda Rhimes – Shondaland – produce una storiaccia romatica per Netflix.

I primi 8 episodi (da circa un’ora ciascuno) di Bridgerton sono basati su Il duca e io, primo libro della saga rosa scritta da Julia Quinnambientata nell’era libertina di reggenza tra 1811 e il 1820.
Allora. Capiamoci. Non è Jane Austen. Per quanto riguarda la ricostruzione storica o se siete alla ricerca di una verosimiglianza di un’epoca – ça va sans dire – guardate altro.

Se volete divertirvi, anche un po’ struggervi, e passare qualche ore di totale, romantico disimpegno tra intrallazzi amorosi in costume, sguardi rubati, voci sussurrate, orgoglio ferito quartetti d’archi, amore sventurato e balli sontuosi (e una colonna sonora … sorprendente) allora siete sintonizzati sulla serie giusta.

In un mondo immaginario, senza distinzione di etnia (Colour-Blind: assegnazione dei ruoli senza badare al colore della pelle degli attori), la serie narra le vicende di Daphne Bridgerton (Phoebe Dynevor), la figlia maggiore della numerosa famiglia Bridgerton mentre fa il suo debutto nel competitivo mercato matrimoniale di Regency London. Sperando di seguire le orme dei suoi genitori e trovare il vero amore, le prospettive di Daphne inizialmente sembrano non essere messe in discussione.

Mentre suo fratello maggiore inizia a escludere i suoi potenziali corteggiatori, il foglio dello scandalo dell’alta società scritto dalla misteriosa Lady Whistledown pone Daphne sotto una cattiva luce. Entra in gioco il desiderabile e ribelle Duca di Hastings (Regé-Jean Page), scapolo impegnato e considerato match ideale dalle mamme delle debuttanti.

Nonostante i due affermino di non volere nulla di ciò che l’altro ha da offrire, la loro attrazione è innegabile e le scintille volano mentre si trovano impegnati in una crescente battaglia di ingegni e mentre affrontano le aspettative della società per il loro futuro.

Creato dal produttore di Scandal Chris Van Dusen, Bridgerton è costruito da archetipi di romanzi rosa: eroi belli, cattivi brutti o dai volti spinosi, pene d’amore e sesso.
Esuberante, frizzante, con un finale forse troppo frettoloso, Bridgerton è una serie gioiosa e generosa, che va preso per quella che é: un passatempo che scaccia via i pensieri tristi. 

Nella versione originale è Julie Andrews a dare voce alla “gossip girl” dell’epoca Lady Whistledown.

Dal 25 dicembre su Netflix.