domenica, Agosto 9, 2026
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“Luce and the the Rock” (2022) di Britt Raes

Ammirando “Luce and the Rock” (2022), piccolo e brillante film d’animazione belga di tredici minuti, non si può non rimanere estasiati dalla semplicità di un libro illustrato per bambini trasposto sul grande schermo. La breve pellicola, per la regia straordinaria di Britt Raes e presentata lo scorso 10 luglio 2026 alla serata “Cortometraggi sotto le stelle” organizzata a Villa Lattes di Istrana dalla nuova direzione artistica di Fiaticorti Film Festival, in collaborazione con Cineforum Labirinto e Comune di Istrana, è stata capace di mettere d’accordo sia i piccoli osservatori che un pubblico più adulto, attraverso una storia modesta ma raccontata attraverso una tecnica magistrale.

La trama è abbastanza lineare e chiara: dopo una pacifica giornata come le altre, il buio cala sull’amabile villaggio dove vive la piccola Luce e con essa piomba dalla montagna… anche una roccia! Al mattino i villici, dopo essersi resi conto della nuova ingombrate presenza, e aver tentato inutilmente di smuoverla, si accorgono che in realtà la roccia ha un paio di braccia e gambe, che maldestramente mosse nel sonno dalla nuova arrivata danneggiano le loro case. Tuttavia la notte successiva il disappunto di Luce per la parziale distruzione della sua cameretta la guiderà in un breve ma coinvolgente percorso alla ricerca di una casa per la roccia.

La storia elaborata da Britt Raes, la cui semplicità strizza l’occhio ad un pubblico molto piccolo, è capace di coinvolgere anche spettatori più grandi grazie alla sua straordinaria tecnica, a partire dal sobrio ma peculiare character design dei personaggi, oggetti e ambientazioni, che abitano le scene dirette con maestria dalla regista belga. L’autrice, infatti, è stata così attenta nello sfruttare il medium di riferimento da produrre viste iconiche dalla semplicità unica, tra le quali non si può non citare come esempio la prospettiva isometrica della cameretta di Luce. Ciò conferisce al corto una chiara identità assieme alle interessantissime scelte di regia, che vanno dalla descrizione di alcuni dettagli attraverso delle bolle al modo nel quale la luce viene rappresentata, dettagli che pongono in dialogo la tecnica d’animazione con cui è stato realizzato il breve film con il linguaggio del fumetto e del libro illustrato. Fuori dal comune è anche il comparto sonoro, dalle musiche di Bram Meindersma, perfettamente aderenti allo stile del corto, alle voci limpide e cristalline di Fien e Casper Raes, che hanno conferito grande espressività a Luce, e quella di Karolien Raes per la madre della piccola protagonista.

Un cortometraggio brillante ed emozionante quanto chiaro e cristallino, dunque, in grado di ammaliare grandi e piccini attraverso uno spettacolo visivo sensazionale, nonostante la sobrietà della sua trama, e in grado di concludere con un “good night” la straordinaria serata di “Cortometraggi sotto le stelle“.