venerdì, Luglio 24, 2026
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Fiaticorti Film Festival. A Istrana l’evento “Cortometraggi sotto le stelle” in Villa Lattes

Nel suggestivo parco di villa Lattes a Istrana si è tenuta lo scorso venerdì 10 luglio la serata organizzata dalla nuova direzione artistica di Fiaticorti Film Festival dal titolo “Cortometraggi sotto le stelle. Alla breve esposizione dei sette corti proiettati, tutti molto promettenti fin dal principio, ha fatto anche seguito la presentazione dell’iniziativa Corti in corsia, in collaborazione con l’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso: un’occasione straordinaria per sfruttare la sala cinematografica donata all’ospedale nel settembre 2025 e per coinvolgere i piccoli pazienti nella manifestazione, integrandoli nel processo di giudizio dei corti.

La serata è stata aperta dal cortometraggio in tecnica d’animazione di origine francese “Beurk! (2024), il quale ambienta in un sonnacchioso campeggio estivo la delicata storia di due bambini alla scoperta del sentimento amoroso. Se inizialmente, spiando il mondo degli adulti, Leò e la sua coetanea Lucie provavano il tipico ribrezzo infantile per i baci, anche le loro labbra presto brilleranno di rosa, innescando in loro la voglia di scoprire cosa spinge gli adulti a compiere quel gesto non più così tanto disgustoso.

A seguire la breve pellicola fantascientifica “What-if-I (2023) ha immerso gli spettatori in una Italia futuristica, dove la tecnologia è ormai capace di calcolare la vita di una persona se avesse preso una scelta differente in passato. Questa interessante premessa narrativa si è resa perno di una lunga serie di domande riguardo al rapporto tra l’essere umano e la tecnologia, alle quali non si intende dare una risposta, ma i cui effetti vengono però sperimentati in prima persona dai tre protagonisti del corto, in un racconto di rimpianti e rimuginii su un passato alternativo e su un futuro inesistente.

Dopo di che il corto finlandese “Fantasia (2017) ha saputo sollevare dal pubblico grandi risate, tramite una epopea di soli otto minuti (ma ricchi di esilaranti gag) attraverso il paesaggio campestre della “terra delle patate”. Difatti, nel piccolo villaggio rurale del Nord Europa in cui è ambientato il corto, l’elemento attorno a cui tutto sembra ruotare paiono proprio essere delle insipide patate e ciò spinge il giovane protagonista ad aspirare al lusso di soddisfare una fantasia quasi proibita: gustarsi una fetta di pizza.

Nello scandire la metà della serata, il breve film “Mayday (2024) ha saputo introdurre la tematica quanto mai attuale della violenza di genere, mediante una storia dolce-amara di una madre costretta a nascondere al suo bambino, dietro una cortina di giochi e racconti, la sua situazione di isolamento. Nella solitudine di una casa di campagna, la caccia al tesoro organizzata dalla donna per il figlio diventa, dunque, parte di una strategia di sopravvivenza alla paura che costantemente minaccia la quiete della loro isola felice.

Successivamente “Il compleanno di Enrico (2023), tratto da un ricordo d’infanzia del regista veneto e trionfatore ai David di Donatello 2026 Francesco Sossai, ha portato sullo schermo diFiaticorti Film Festivalun piccolo quadro bucolico, dalle tinte inquietanti e criptiche. Alle ansie del giovane protagonista per l’arrivo del nuovo millennio e per delle difficoltà di socializzazione durante la festa di un suo compagno di scuola, si aggiunge infatti anche una criptica e misteriosa visione.

Il corto nipponico “Tamago (2025) ha riportato la platea all’ilarità con una trama apparentemente senza senso, ma che in realtà nasconde una costruzione precisa ed incredibilmente significativa. Quale grande commedia, appunto, la pellicola è stata in grado di mettere in scena il tragico disagio delle nuove generazioni giapponesi, specialmente in relazione alla sessualità ed identità di genere, semplicemente grazie a un banale tramezzino all’uovo.

Infine, ad augurare la buona notte al pubblico, è sopraggiunto il brillante corto d’animazione belga “Luce and the Rock (2022), il quale ha saputo cullare gli spettatori attraverso una dolcissima fiaba. Con i suoi magnifici disegni e la sua regia sensazionale, che hanno posto in dialogo la tecnica d’animazione con il linguaggio del cinema e del fumetto, il film è riuscito a far fruttare al massimo la semplice storia del viaggio di Luce e della sua amica roccia alla ricerca di una casa per quest’ultima.