“Lettere dal Sahara” di Vittorio De Seta

Cronaca di un’odissea moderna

Fuori Concorso – Evento Speciale
Il giovane senegalese Assane arriva in Italia clandestinamente alla ricerca di un lavoro e di una vita migliore. I suoi sogni dovranno presto infrangersi contro una realtà ostile, che lo porterà, dopo l’ennesima delusione, ad affrontare il viaggio di ritorno ed una profonda riflessione sulla propria esistenza.

Vittorio De Seta, uno dei più grandi documentaristi italiani, approda a Venezia con una pellicola che racconta il dramma dell’emigrazione clandestina dai paesi africani verso l’Italia. Il film, girato in digitale, si affida ad attori non professionisti e mantiene un impianto documentaristico; le riprese sono fisse, non ci sono virtuosismi, quello che interessa è presentare una storia e dei personaggi, un messaggio allo spettatore.
La parabola di Assane che attraversa l’Italia, intraprendendo un “viaggio della speranza”, costantemente in fuga per evitare problemi con la giurisdizione italiana, per le difficoltà legate all’integrazione e per un’ostilità sempre più esplicita e violenta dell’ambiente che lo circonda, è decisamente attuale e necessaria per una riflessione sincera su un tema che ci riguarda da vicino, come la storia recente e gli eventi di quest’ultima estate dimostrano drammaticamente.

Ad ogni tappa del suo viaggio, Assane acquista una maggiore consapevolezza di se stesso e del mondo che lo circonda. Il viaggio, quindi, e l’incontro con un mondo diverso, contribuiscono all’arricchimento della sua personalità, permettendogli di superare le molte difficoltà nella speranza di conquistare una giusta serenità. Ma proprio quando la sua situazione sembra finalmente stabile, lo scontro con l’ignoranza e la violenza che vivono nella nostra società, determinano in lui una profonda crisi che lo porterà a ritornare in Senegal. Il ritorno agli affetti, alla società di cui conosce valori e tradizioni non bastano, però, a calmare il suo malessere, ancora incapace di comprendere il significato delle sue esperienze e di prendere una decisione sul suo futuro.
L’incontro con il suo “maestro”, ex professore universitario e guida spirituale della comunità, gli permetterà di aprirsi, di raccontare la sua esperienza, di riscoprire le sua radici e di riacquistare fiducia e speranza.
E così l’esperienza del singolo diventa esperienza dell’intera società che deve confrontarsi con la durezza della propria condizione, con il desiderio di fuga e di riscatto, con l’incontro e l’integrazione fra diverse culture; il viaggio e l’incontro sono il travagliato percorso da affrontare per maturare, per acquisire consapevolezza ed avere il coraggio di costruire un mondo meno ingiusto.

Il Senegal è ritratto come un mondo in cui la vita e il lavoro sono duri e faticosi ma vissuti con umiltà e consapevolezza, dove la solidarietà e gli affetti sono i valori che consolidano la società, dove però il desiderio di trovare nuove opportunità è naturale e visto come l’unica alternativa per molti giovani, che vedono in paesi come l’Italia la possibilità di una vita meno dura e più giusta. E’ compito degli anziani o di chi quel viaggio lo ha già intrapreso raccontare la propria esperienza per svelare il mito irreale di una vita facile e la necessità di rimanere umili ma non per questo succubi di una situazione invivibile.
L’Italia, raccontata con gli occhi degli immigrati, è una speranza che presto si rivela un mondo ingiusto e difficile, in cui serpeggiano prepotentemente sfruttamento e razzismo, di cui non si comprendono interamente i valori ed integrarsi non è immediato. Ma esiste anche la solidarietà e cambiare la propria condizione è possibile, andando verso una società sempre più tollerante, aperta e multiculturale.

Molto bella ed azzeccata la colonna sonora curata dall’”Orchestra di Piazza Vittorio”, felice sperimentazione nata a Roma, nel quartiere Esquilino, come fusione ed incontro di diversi generi musicali, provenienti da tutto il mondo, come gli artisti che compongono l’eclettica e frizzante orchestra, perfetta per accompagnare la storia di questo viaggio attraverso diverse culture.

Titolo originale: Lettere dal Sahara
Nazione: Italia

Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 123′

Regia: Vittorio De Seta
Sito ufficiale:

Cast: Djibril Kebe, Paola Ajmone Rondo

Produzione: Metafilm, A.S.P.
Distribuzione: Istituto Luce
Data di uscita: Venezia 2006
01 Settembre 2006