Milano Film Festival 2010 (Concorso)
Il titolo tira in ballo Robert Mitchum per via di una sua famosa frase, qui citata all’inizio: “Mi sono detto che se Rin-Tin-Tin è diventato una stella del cinema, anch’io avrei potuto fare l’attore”.
Protagonista del film di Babinet e Kihn è Franky, un attore di nessun talento e, probabilmente, con una delusione d’amore alle spalle (di fronte alla foto di una donna recita i dialoghi di un film dove lui viene abbandonato). Alla ricerca dell’occasione buona parte con il suo pittoresco manager per un festival che si tiene oltre il circolo polare artico. Lì spera di incontrare il regista che potrà affidargli una parte in un film americano.
Una fotografia come unica traccia del passato del protagonista, un viaggio dagli esiti indefiniti alla ricerca di un “altrove” dove ritrovarsi: chi, in questi giorni del Milano film festival, abbia visto El vuelco del cangrejo troverà – nella diversità di toni e di ambientazioni – qualche assonanza tra il film colombiano e il film francese. E sempre a proposito di assonanze e parentele, il film ci mostra a un certo punto il manifesto di Nord, il road movie norvegese di Rune Denstad Langlo passato anche sugli schermi italiani.
I personaggi strampalati, l’umorismo straniato, i luoghi desolati, la predilezione per i perdenti e le citazioni cinematografiche fanno di Robert Mitchum est mort un film di e per cinefili, chiaramente ispirato al cinema di Aki e di Mika Kaurismäki – il Polaris Film Festival verso cui si dirigono i protagonisti è la parodia del Midnight Sun Film Festival creato dai Kaurismäki a Sodankyla, nell’estremo nord della Finlandia –, di Jim Jarmusch e ai “classici” del cinema americano di serie B.
Un film derivativo, “di maniera”, dunque. Ma fatto con gusto e buon mestiere. E con diversi momenti spiritosi (è in particolare il personaggio del manager a creare occasioni umoristiche). A volte, peraltro, gli autori non riescono a spingere fino in fondo il pedale dello straniamento e dell’ironia metacinematografica. Si prendano, ad esempio, i dialoghi tra Franky e le donne incontrate lungo il percorso: se si esclude quello sull’alba accompagnato da una canzone polacca, si tratta di dialoghi piuttosto banali e scialbi, privi cioè di quell’alone “mitico” che ci vorrebbe nelle battute di personaggi che vivono nella dimensione “più-che-reale” dei sogni cinematografici.
Titolo originale: Robert Mitchum est mort
Nazione: Francia, Polonia, Belgio, Norvegia
Anno: 2010
Genere: Commedia
Durata: 91′
Regia: Olivier Babinet, Fred Kihn
Cast: Olivier Gurmet, Pablo Nicomedes, Bakary Sangaré
Produzione: Ferris & Brockman
Distribuzione: M-appeal
Data di uscita: Milano Film Festival 2010 (Concorso)







