Quando si scrive, l’obiettività è la prima regola. La sfera personale e il ricordo e l’emozione legata al particolare momento della nostra vita, almeno quando si è davanti al foglio bianco, dovrebbero essere lasciati fuori. Ma come scrivere di musica, allora? Come, se non dando sfogo alle fantasie del nostro inconscio? Quando si parla delle canzoni con cui si è cresciuti, o con cui si sta crescendo, quel minimo di retorica è consentito. E poi forse non si tratta più di retorica, ma di affetto. Sincero.
E’ l’8 giugno 2012, il locale si chiama “Live” e si trova a Trezzo sull’Adda, a pochi chilometri da Milano. La locandina dice: “Steve Rogers Band live, dedicato a Massimo Riva”.
Un concerto della Steve è qualcosa di unico. Lo è per chi da ragazzo, con un misto tra spavalderia e innocenza, cantava la sua Alzati la gonna, e lo è per il giovane di vent’anni che, entrato in un negozio di dischi, per caso ha deciso di comprare Steve Rogers Band e se n’è poi innamorato.
In un’atmosfera da discoteca vagamente emo, grandi capolavori del rock anni ’70 si alternano a discutibili rivisitazioni thrash metal di un’accozzaglia di pezzi d’ogni genere.
Finalmente viene abbassata la musica e sul palco sale il giovane musicista milanese Giacomo “Jack” Anselmi, accompagnato dal tastierista Andrea Zanni, direttamente da Zocca in rappresentanza della scuola di musica dedicata a Massimo Riva. E di Massimo interpretano L’ultima città in una versione acustica da pelle d’oca. Presi i meritati applausi, il duo abbandona il palco per fare posto al giovane Gas, con la sua versione di Vai via. La presa emotiva sul pubblico è inferiore: il ragazzo è bravo, ma canta su una base e di una band, sul palco, non c’è neanche l’ombra. Insomma, un karaoke tecnicamente ben riuscito, ma nulla di più.
Ora, però, è solo Steve Rogers Band.
Diciamolo subito: lo “zoccolo duro” dei fan del gruppo temeva una scaletta con grosse infiltrazioni dal repertorio di Vasco Rossi. Un concerto della Steve è qualcosa di così raro e vederlo bruciare in una sbiadita riesumazione dei tempi che furono con il rocker di Zocca o in una reinterpretazione del Vasco del XXI secolo sarebbe stato veramente spiacevole. Tutto questo, però, non accade.
Si spengono le luci e parte l’inconfondibile riff di Questa sera rock ‘n roll: adrenalina pura. Segue Neve nera, cantata da Maurizio Solieri. Un pezzo storico e in questa parte della scaletta: è subito chiara la piega che prenderà il concerto. Alla voce si alternano il giovane “Cicci” Bagnoli e “Cucchia”, Andrea Innesto. E’ un gran peccato che Cicci, come chitarrista, sia relegato alle semplici ritmiche, essendo un musicista completo, dalla gran tecnica e dall’ottimo gusto. Qualche bel “duello” chitarristico con Solieri sarebbe stato una mossa vincente. Tornando alla scaletta, menzione a parte merita il medley Sai qual è la verità-Cosa vorresti dire-Polvere d’oro, accolto con sentita emozione dal pubblico. Poi è il turno di una canzone di Vasco, ma strettissimamente legata alla chitarra di Solieri: Dimentichiamoci questa città. La band non sbaglia un colpo. Sul “Gallo”, Claudio Golinelli, si sono sempre spese tante parole. Si dice che non abbia nulla da invidiare ai suoi colleghi stranieri, ed è proprio vero. Nella Steve, come con Vasco, è una sicurezza, un metronomo perfetto. Beppe Leoncini, invece, è un vero spettacolo. Sembra un tutt’uno con la sua batteria, su cui dà l’anima. E arriviamo a Solieri: credo di non averlo mai sentito suonare così bene. Assoli azzeccatissimi e, tra l’altro, molto simili agli originali. Inserimenti precisi e non il proliferare di pentatoniche da shredder.
A circa metà concerto sale sul palco Laura Bono, vincitrice del Festival “Sanremo giovani” nel 2005. Accompagnata dalla Steve, canta la loro Me ne vado, versione in italiano della celebre Desperado degli Eagles. La ragazza ha una carriera avviata e probabilmente non era quello il concerto della sua vita. Certo sarebbe stato bello se il testo l’avesse imparato a memoria. Laura Bono scende dal palco ed è di nuovo solo Steve. Le intrusioni dal repertorio di Vasco, come si diceva prima, sono molto mirate. E’ il caso di Ridere di te e di Rock ‘n roll show, entrambe scritte da Solieri. Angeli senza le ali colpisce nel segno ed è grande emozione tra il pubblico. Così come per Bambolina, uno dei brani della Steve più conosciuti. Termina il concerto Alzati la gonna, con il suo potente riff iniziale e un testo che è impossibile non urlare.
I ragazzi lasciano il palco, ma il pubblico sa bene che non è ancora finita. Quindi, riappaiono i soli Solieri e Mimmo Camporeale. Ed è magia. Canzone. La sua versione strumentale è qualcosa di sentito tante volte, se si bazzica tra i concerti di questi musicisti. Ma ogni volta è un’emozione nuova. La chitarra di Solieri dilania il tappeto di tastiere di Mimmo. Lo strappa senza pietà, come un grido nel profondo della notte. E in tutto questo il pubblico gode, urlando un testo che è il classico esempio di sublimazione tra l’unione di musica e parole. Il concerto finisce con Tutti come matti, di Massimo Riva. Un vero inno alla vita da gridare a pieni polmoni.
Ogni scetticismo e timore iniziale è stato spazzato da due ore di concerto vissutissime. Abbiamo avuto prova ancora di un grande gruppo “vecchio stile” che allo studio tecnico e teorico ha sempre preferito l’emozione “di pancia”: più diretta, ma non per questo meno autentica. Parte del pubblico era forse un po’ freddina e distratta, ma comunque i commenti estremamente positivi a fine concerto non sono mancati.
Una Steve che si diverte e diverte, insomma. Una Steve di quelle che se ne aveva proprio bisogno.
Una Steve sincera e una Steve che è “uno di noi”. Una Steve che speriamo sarà ancora a lungo la Steve Rogers Band.
Ecco la scaletta del concerto a Trezzo:
1) Questa sera rock ‘n roll
_ 2) Neve nera
_ 3) Ma che bella città
_ 4) Medley Sai qual è la verità, Cosa vorresti dire, Polvere d’oro
_ 5) Dimentichiamoci questa città
_ 6) Sono donne
_ 7) Sono in down
_ 8) Me ne vado (con Laura Bono)
_ 9) C’è chi nasce donna
_ 10) Ridere di te
_ 11) Tanto è lo stesso
_ 12) Angeli senza le ali
_ 13) Rock ‘n roll show
_ 14) Bambolina
_ 15) Ok sì
_ 16) Uno di noi
_ 17) Hey man (la tua donna mi fa impazzire)
_ 18) Alzati la gonna
BIS
_ 19) Canzone
_ 20) Tutti come matti






