Il museo Casa di Carlo Goldoni celebra Francesco Maria Piave (1810-1876), prolifico poeta drammatico nato a Murano, caro amico del maestro Giuseppe Verdi e librettista di alcuni tra i più celebri melodrammi dell’epoca come La traviata, Ernani e Macbeth.
L’esposizione presenta un cospicuo numero di libretti d’opera realizzati da Piave, di cui 22 manoscritti e autografi dell’autore, preziosi doni offerti dalla moglie Elisabetta Gasparini all’abate Vincenzo Zanetti, all’epoca direttore del museo del Vetro di Murano. Questa importante raccolta ci permette di ricostruire il processo di creazione di alcune tra le opere più apprezzate dal pubblico internazionale e di rivalutare la figura di Francesco Maria Piave. Egli, oltre ad essere librettista di Verdi, Pacini, Cagnoni, è stato direttore degli allestimenti del Gran Teatro la Fenice dal 1842 e del Teatro alla Scala di Milano dal 1859, rappresenta quindi una figura chiave della lirica ottocentesca. Osservando i libretti, confezionati con copertine semplici quanto originali, emergono tra le pagine i differenti momenti del processo creativo: ripetizioni, sottolineature, cancellazioni, una punteggiatura che dona ritmo alla scena e tende a trasformarsi in armonia. È curioso notare come in alcuni momenti la calligrafia dell’autore diventi più concitata, mentre altre volte proceda armoniosa sul foglio. Il visitatore può visionare tutte le pagine del libretto grazie alla lodevole iniziativa dello staff del museo che ha ben pensato di scansionare queste opere in alta risoluzione, per permettere a studiosi e appassionati la lettura completa dei manoscritti e allo stesso tempo contribuire ad un’adeguata conservazione del prezioso materiale.
Nelle teche di vetro, oltre ai libretti, sono custoditi documenti e foto d’epoca, tra cui una foto del padre del librettista: Giuseppe De Piave. Egli vantava parentele nobiliari volutamente ignorate dal figlio che riteneva quel De, in aggiunta al cognome, non adatto all’epoca in cui viveva, caratterizzata da moti rivoluzionari che Francesco Maria sosteneva. Tra i documenti compare una pagina della “Gazzetta Musicale” di Milano dove si riporta la lista dei melodrammi scritti dal poeta veneziano, a cominciare dall’Ernani del 1843. L’opera più celebre, La traviata, liberamente tratta dal romanzo di Dumas La signora delle camelie, era stata composta espressamente per il Teatro la Fenice “da rappresentare in stagione di carnevale e quadragesima”.
In mostra sono esposti anche i bozzetti delle scenografie teatrali realizzate da Giuseppe Bertoja, scenografo del Teatro la Fenice che collaborava “gomito a gomito” con Piave per la realizzazione degli spettacoli. Dalla schematica quadrettatura dei disegni emergono strutture architettoniche arzigogolate: archetti, volte, colonne che ricreano multiformi ambienti gotici e riflettono la passione per una passata età comunale; mentre la natura viene rappresentata con furore romantico, per esempio nei bozzetti per Griselda o Macbeth. Insoliti e interessanti sono gli appunti annotati ai margini dei bozzetti, dove si riportano note storiche riferite all’epoca dei protagonisti di questo burrascoso periodo, oppure impressioni suscitate dalle opere liriche, come il caso dell’iniziale insuccesso de La traviata dovuto alla compagnia di “buonissimi attori ma inadatti all’opera”. In queste stanze del primo piano, dove convivono l’ambiente delle opere goldoniane e gli scritti dei melodrammi ottocenteschi, viene inoltre proiettata La traviata nella versione cinematografica di Mario Lanfranchi del 1966, dove la bella Anna Moffo, nei panni di Violetta, canta il proprio amore per il giovane Alfredo. Cullati dai celebri trilli verdiani si può immaginare e condividere le emozioni che queste opere suscitavano nello spettatore dell’epoca.
La volontà del Museo Casa Goldoni di proporre una offerta culturale di qualità in tempo di crisi è ammirevole. Tra i prossimi appuntamenti si segnala il 18 aprile: giornata di studio sui “Libretti d’opera di Francesco Maria Piave”, un’altra occasione per ricordare un intellettuale forse troppo spesso oscurato dalla celebrità dell’amico Verdi di cui egli stesso ha contribuito a creare la fama.
NON SOLO GIUSEPPE VERDI
INEDITI E NON DI FRANCESCO MARIA PIAVE
9 Marzo – 14 maggio 2013
Mostra a cura di Barbara Poli e Chiara Squarcina
Casa di Carlo Goldoni, San Polo 2794 – Venezia
Ingresso con l’orario e il biglietto del museo
Orario: tutti i giorni fino al 31 marzo e dal 1 novembre 10/16 (biglietteria 10/15.30);
dal 1 aprile al 31 ottobre 10/17 (biglietteria 10/16.30)
Chiuso il mercoledì, 1 maggio
BIGLIETTI:
Intero 5,00 euro
Ridotto 3,50 euro
Gratuito: residenti e nati nel Comune di Venezia; bambini 0/5 anni; portatori di handicap con accompagnatore; guide autorizzate; interpreti turistici che accompagnino gruppi; 1 gratuità ogni 15 biglietti previa prenotazione;membri I.C.O.M. Partner ordinari MUVE; titolari MUVE Friend Card.






