venerdì, Settembre 4, 2026
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Le “Baruffe in calle” tra calli e campielli di Chioggia

In scena per il 18esimo anno consecutivo lo spettacolo del "piccolo teatro città di Chioggia"

Ad una rappresentazione delle “Baruffe ciozzotte” ha assistito anche Goethe:
«Non ho mai assistito in vita mia ad un’esplosione di giubilo come quella cui si è abbandonato il pubblico a vedersi riprodotto con naturalezza. È stato un continuo ridere di pazza gioia dal principio alla fine. Bisogna anche dire che gli attori hanno recitato a meraviglia…»

La corrispondenza perfetta, quasi una fusione tra persone e personaggi, città e palcoscenico, vita e intreccio narrativo, si ripropone allo spettatore di oggi, in modo molto simile a come l’ha percepita il poeta tedesco e nello stesso modo ne rimane affascinato.

Numerosissime sono le rappresentazioni di questa fortunatissima commedia goldoniana, ma ciò che contraddistingue sicuramente la versione alla quale ormai da molti anni si può assistere nei primi giorni del mese di agosto nella cittadina lagunare, è la felice scelta di utilizzare calli e campielli come palcoscenico, con uno scenario irriproducibile di acque scure in lieve movimento, dove la luna si riflette dall’alto di un cielo vero, antiche imbarcazioni che hanno conosciuto la fatica e i segreti dei pescatori si muovono sicure affianco a calli che ascoltano i mormorii, le risate e le risse delle donne del paese.

Questo è quello che rende assolutamente unico uno spettacolo di per sé già perfetto e coinvolgente, grazie all’interpretazione appassionata, realistica nel linguaggio, nella recitazione, nella fisicità intensissima degli attori, che parrebbero piuttosto abitanti intenti alla loro vita di tutti i giorni, non fosse per i costumi che ci riportano a un tempo passato , ma immutato nella vita di un paese di mare, dove le donne intente alle loro faccende, chiacchierano, canzonano, spettegolano, strepitano e aspettano gli uomini che ritornano, dimentichi, una volta a terra, dei pericoli occorsi nei loro viaggi di pescatori.

La realizzazione di Pierluca Donin è arricchita poi di elementi che aggiungono fascino; danzatrici e musicisti si inseriscono nello spettacolo itinerante e accompagnano lo spettatore stupito, divertito in questo percorso effettuato fianco a fianco agli attori che sfrecciano o ruzzolano letteralmente tra le gambe, coinvolgendo lo spettatore nella mischia, tra urla, odore di sudore e schizzi d’acqua.

Forse, come dice Goethe il giubilo a cui ci abbandoniamo nasce proprio dal vederci riprodotti con cosi gran naturalezza…