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SCHERMO SONORO 2006

Tre imperdibili appuntamenti per la XIV rassegna fra musica e audiovisivo

Schermo Sonoro è la manifestazione organizzata da Cinemazero che punta a esplorare il variegato mondo del rapporto tra musica e immagine, spaziando dagli spettacoli d’impostazione più tradizionale, dalle partiture originali per documentari o film di finzione diventati memoria del cinema, per arrivare alle originali proposte di connubio fra musica e audiovisivo, ma restando sempre un territorio franco,

dove le note rifuggono dal più scontato melodismo, con scelte a volte coraggiose, che vanno dalla musica etnica a quella tradizionale, dal jazz al rock, per arrivare all’elettronica. Giunta alla quattordicesima edizione, la manifestazione anche

quest’anno prevede nomi di grande richiamo e spettacoli in esclusiva nazionale. Schermo Sonoro continua a rispondere alla curiosità sempre più crescente verso la multimedialità: alla proposta musicale, suonata rigorosamente dal vivo, si affiancano (e qui sta il valore dell’iniziativa) in contemporanea proiezioni varie e articolate, provocatorie o filogicamente curate.

La performance musicale avvolge lo schermo, e in un tutt’uno proietta lo spettatore-ascolatore in una dimensione nuova, che non è la semplice somma di cinema e concerto, ma un’esperienza originale e profondamente contemporanea.

SABATO 20 MAGGIO 2006 ORE 21.00
AULA MAGNA CENTRO STUDI CINEMAZERO SALA GRANDE
THE WILD BLUE YONDER
CONCERTO MULTIMEDIALE CON PROIEZIONE DI SEQUENZE
DELL’ULTIMO FILM DI WERNER HERZOG
ERNST REIJESEGER VIOLONCELLO
MOLA SYLLA VOCE, KALIMBA,
XALAM E PERCUSSIONI TENORE E CONCORDU DE OROSEI
PIERO PALA VOCE E MESUVOCHE
MASSIMO ROYCH VOCE E MESUVOCHE
GIANLUCA FRAU CONTRA
MARIO SIOTTO BASSO
PATRIZIO MURA VOCE E SCACCIAPENSIERI
MANAGEMENT E PRODUZIONE MARSAB MUSIC MANAGEMENT, ROMA

Le immagini dello straordinario film-documentario di Werner Herzog The
Wild Blue Yonder (L’ignoto spazio profondo) si fondono in un emozionante
unicuum con il commento musicale dal vivo del violoncello dell’olandese
Ernst Reijseger (compositore di tutto il materiale), la voce del senegalese
Mola Sylla, le polifonie del gruppo Tenore e Concordu di Orosei, cinque
pastori sardi. La musica ha sempre avuto un ruolo centrale nell’arte di
Werner Herzog, non è mai stata un’aggiunta ma sempre parte integrale
di ogni sua realizzazione, sia film che documentario. Basti pensare alla
collaborazione con i Popol Vuh nei suoi primi film ( Aguirre, Cuore di vetro,
Nosferatu) e al suo amore verso l’opera lirica ( Fitzcarraldo). In questa sua
ultima opera, capitolo estremo di una cinematografia tra le più bizzarre
e potenti della storia contemporanea, Herzog ha tratteggiato un affresco
di rara bellezza, un viaggio sublime con cui provare a dimostrare come
il nostro pianeta sia ormai una gabbia inospitale, destinato a una brutta
fine. Girato con l’occhio del fuoriclasse senza vincoli, né leggi precostituite,
The Wild Blue Yonder, si fonda anche su spettacolari filmati inediti della
Nasa, in un meccanismo di sospensione sempre magico e conturbante,
che è anche un apologo morale, pregno di filosofia a grande respiro.
The Wild Blue Yonderè un lungo viaggio onirico, ipnotico e struggente, grazie anche alle bellissime musiche di Ernst Reijseger. Un gruppo di astronauti, in fuga dalla Terra minacciata da un microbo sconosciuto, cerca un pianeta per fondare una nuova colonia. Ma si devono spingere lontanissimo, dove nessuno si è mai avventurato prima. “Una delle opere più visionarie, innovative e inaudite viste da tempo. Basta stare al gioco ed è addirittura euforizzante” (Corriere della Sera), “Il film è

un’affascinante esplorazione verso i limiti dell’umano… Un’esperienza
unica” (La Repubblica): questi alcuni dei commenti entusiastici usciti sulla
stampa in occasione della prima veneziana. La fantasia spaziale di Herzog
usa musica e immagini straordinarie per creare uno scenario immaginario
che ci suggerisce di proteggere il nostro più prezioso e insostituibile patrimonio, il nostro pianeta. L’effetto finale è quello di una trance fuori dal tempo e dallo spazio, l’intreccio virtuoso e ipnotico di ingredienti per un’audace coesione tra nord e sud del mondo, tra il jazz d’avanguardia e il patrimonio delle radici più lontane, per un matrimonio che lascia esterrefatti. (Piero Colussi)

VENERDI 26 MAGGIO 2006 ORE 21.00
TEATRO COMUNALE GIUSEPPE VERDI PORDENONE
PROIEZIONE DEL FILM
NANOOK L’ESCHIMESE di R.J. FLAHERTY (Usa, 1922)
MUSICA COMPOSTA E ORCHESTRATA DA REMO ANZOVINO
ESEGUITA DAL VIVO DA ORCHESTRA SINFONICA SAN MARCO DI PORDENONE DIRETTA DA TIZIANO FORCOLIN

Presentazione in anteprima del disco “Nanook”registrato dal vivo il 3 luglio 2005 in Piazzetta San Marco a Pordenone in occasione dell’evento inaugurale della X edizione di “Al Cinema con l’Orchestra”

La linea compositiva scelta da Remo Anzovino per la colonna sonora
del documentario di Flaherty è stata quella di contrastare, con una
partitura estremamente lirica ed evocativa, gli scenari polari del film
che fu girato a meno 50°C! Di evitare ogni tentazione didascalica e di evidenziare il “calore” dello sguardo dei protagonisti, una piccola comunità di inuit che nonostante la precaria vita quotidiana non rinuncia a giocare e amare la vita; di contaminare il suono occidentale dell’orchestra con i ritmi“altri” di darabukka, su cui la fisarmonica, a volo d’uccello,fa emigrare le emozioni verso altre latitudini.

Remo Anzovino utilizza tutti i colori dell’orchestra, assegnando a
determinati registri la guida dei personaggi e degli ambienti: il tema
del fagotto introduce il protagonista; quello per arpa, pianoforte ed oboe
segna l’innocenza dei bambini come quella di Nanook difronte alla
scoperta del grammofono. Questa sequenza-chiave viene sottolineata con
un tema delicatissimo, rarefatto in contrasto al suono gracchiante che
uscirebbe dal grammofono.
Il contrappunto immagini/musica accompagna ritmicamente la visione
del film fino alla scena della tempesta di neve dove l’Orchestra, partendo
da una cellula ritmica dei violoncelli sui cui il tema dei corni, in un
crescendo, emerge in un “tutti” folgorante, che da una ulteriore forza al
significato epico delle immagine. E difficile non sentirsi “dentro” la
tempesta e il dramma… e poi il pianoforte – suonato a mo’ di carillon –
chiude il film quando Nanook riesce a portare in salvo la sua famiglia,
chiude gli occhi, per addormentarsi, fuori dall’igloo c’è un silenzio
incantato, i cani da slitta sembrano stalattiti, il vento soffia forte e la vita
ricomincia… con la notte che cade sopra il racconto di Flaherty. (Ado Scaini)

MERCOLEDI 7 GIUGNO 2006 ORE 21.00

AULA MAGNA CENTRO STUDI CINEMAZERO SALA GRANDE
52 SPACES

L’ELETTRONICA DI SCANNER (ROBIN RIMBAUD)

PER L’ECLISSE DI MICHELANGELO ANTONIONI

52 Spaces è un’esperienza nuova, una proposta in grado di fondere
in un unico ambito espressivo l’aspetto emozionale di un concerto
con quello di una visione cinematografica. Il lavoro è stato prodotto
e commissionato dalla British School a Robin Rimbaud – musicista inglese
molto noto nella scena elettronica internazionale con lo pseudonimo
Scanner – in occasione del novantesimo compleanno del regista
Michelangelo Antonioni. 52 Spaces è una raccolta di ambient-azioni
cinematiche stilata da Rimbaud e ispirata a L’Eclisse, il classico girato
da Antonioni nel 1962.
Si tratta di una perfomance dal vivo arricchita dalla proiezione rallentata
degli ultimi 52 fotogrammi della pellicola. Nel corso della performance
il musicista riassembla elementi sonori e visivi tratti dal film, focalizzando
la sua attenzione proprio sulle sequenze finali, che vedono la totale assenza
dell’elemento umano, quasi a sottolineare l’avvenuta metamorfosi delle
persone negli oggetti ripresi: è svanita la possibilità di un rapporto, di una
comunicazione, sostituita dal vuoto urbano del post-boom economico, un
teatro grigio costruito dagli uomini, che li ha assorbiti in sè. Rimbaud
dilata questo vuoto nelle sue musiche fluttuanti, ovattate: quei 52
fotogrammi diventano 52 scene in cui riecheggiano soprattutto i passi di
Vittoria, la protagonista, e i suoi sospiri. L’eclisse che conclude la pellicola
è per Scanner uno stato quasi permanente, la conferma del processo di
trasformazione, opera del potere tecnologico, del reale in iper-reale, in pura
illusione. Con la propria musica l’autore vuole ricollegarsi al pensiero del
regista: Antonioni sosteneva come l’uomo moderno vivesse in un mondo
privo di strumenti morali adeguati alle sue risorse tecnologiche, e fosse
quindi incapace di rapporti autentici con il suo ambiente, con le persone,
addirittura con gli oggetti che lo circondano, poiché porta in sé un sistema
di valori fossilizzato, fuori passo con i tempi. Vittoria (Monica Vitti) e Piero
(Alain Delon), protagonsiti del film, vivono una tormentata storia d’amore.
L’impossibilità del sentimento sincero fra i due verrà sublimata nelle ultime
scene del film: una carrellata di ambienti urbani, avvolti dalla “luce terrea”
(parole dello stesso Antonioni) di un’eclisse. (Teho Teardo)

Schermo Sonoro 2006

in collaborazione con
COMUNE DI PORDENONE
PROVINCIA DI PORDENONE

Con il sostegno di
Regione Friuli Venezia Giulia
Banca Popolare FriulAdria

Gli spettacoli si tengono presso
AULA MAGNA CENTRO STUDI, CINEMAZERO PORDENONE
(20 maggio, 7 giugno)

TEATRO COMUNALE GIUSEPPE VERDI PORDENONE
(26 maggio)

Ingresso 20 maggio

Interi 10,00 EURO

CinemazeroCard 5,00 EURO

Ridotti 7,00 EURO

Ingresso 26 maggio

Interi 10,00 / 7,00 / 5,00 EURO

CinemazeroCard 8,00 / 5,00 / 3,00 EURO

Ingresso 7 giugno

Interi 7,00 EURO

CinemazeroCard 4,50 EURO

Ridotti 4,20 EURO

Info: CINEMAZERO TEL. 0434/520404
Mail: info@cinemazero.it
Web: www.cinemazero.org