“Sogni di Bunker Hill” di John Fante

Le peripezie di un maledetto a Los Angeles

John Fante. Chi era John Fante? Un altro italoamericano che fece fortuna in America o uno scrittore riconosciuto che ha accompagnato alcune generazioni come hanno fatto altri scrittori più o meno famosi e, soprattutto, come ha fatto Charles Bukowski? Lo stesso Bukowski che considerava l’italoamericano del Colorado un “dio”, “lo scrittore più maledetto d’America”, persino più maledetto di lui?

Per capirlo bisogna andare alla fine del suo percorso, ad uno degli ultimi romanzi pubblicati dallo scrittore, quando Fante era in condizioni tragiche e dettava alla moglie le sue peripezie losangeliane senza il minimo pudore.
Sogni di Bunker Hill è il quarto ed ultimo romanzo del ciclo di Arturo Bandini, l’italoamericano alter-ego di Fante e racconta com’era la sua vita a Los Angeles, in molti aspetti vicina a quella dell’altro maledetto, il suo ammiratore Bukowski. Certo, bisogna levare le corse di cavalli e mettere gli incontri di lotta all’Olympic Auditorium, dove Bandini assiste il Duca di Sardegna, enorme sbruffone anch’egli proveniente dall’Italia. Bisogna levare un po’ di quel grottesco con cui Bukowski ha condito i suoi racconti, però rimane il sesso, rimane l’alcool, rimane lo stesso vuoto, la stessa ricerca del niente che accomuna i due.

In più, in questo romanzo, c’è il cinema hollywoodiano. Un parco giochi ben rappresentato dalla sceneggiatrice Velda van der Zee, simbolo di chi è rimasto abbagliato dal mito californiano, capace di snocciolare una serie quasi infinita di conoscenze nel cinema che conta, da Gary Cooper a Errol Flynn, da Tyrone Power a Clark Gable. Una raffica insopportabile che Bandini ripeterà quando, tornato nel natio Colorado, vorrà mettersi in luce davanti a un gruppetto dell’élite locale.

Ma quello che veramente vediamo in questo lavoro di Fante è la sua disperazione, la difficoltà dell’essere scrittore, la difficoltà di vivere senza “la possibilità di scrivere, di avere uno o due amici, di cessare la […] corsa” .
Quando poi arriva una citazione di Yeats ad illuminare il grigiore della vita di Fante-Bandini capiamo subito perché non riusciamo a non amare questo romanzo.

John Fante, Sogni di Bunker Hill, Einaudi, Torino, 2004, pp. 158, euro 9,80.