Inaugurato in Biennale venerdì 22 aprile alle ore 16.30 il Padiglione Italia alla presenza del Ministro della Cultura Dario Franceschini, del Presidente La Biennale di Venezia Roberto Cicutto, del Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, del Direttore Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e Commissario del Padiglione Italia Onofrio Cutaia, del curatore Eugenio Viola e dell’artista Gian Maria Tosatti.

Il progetto dell’artista Gian Maria Tosatti per la 59. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, Il Latte dei sognidal titolo Storia della Notte e Destino delle Comete è come sempre nelle corde dell’artista una installazione ambientale che viene esposta nell’area delle Tese delle Vergini.

Padiglione Italia – Storia della Notte e Destino delle Comete – Gian Maria Tosatti

Una sfida molto ambiziosa – come racconta il Presidente Cicutto – quella di riempire di arte, pensiero, lavoro e creatività una superficie interna ed esterna di 3.000 mq, più grande del Teatro 5 di Cinecittà dove Fellini creava i suoi mondi fantastici.

Il Padiglione Italia, inaugurato nel 2006 all’Arsenale, è costituito dai due grandi ambienti delle Tese delle Vergini, con una estensione complessiva di 1.900 metri quadrati, e dal Giardino delle Vergini, con una superficie esterna di circa 1.000 metri quadrati. Il progetto artistico di Gian Maria Tosatti si sviluppa interamente nello spazio delle Tese. L’installazione è divisa in due capitoli. Il primo racconta l’ascesa e il declino del sogno industriale italiano, nel secondo la natura oltraggiata, fin dai tempi del diluvio, riprende i propri spazi.

Nei suoi lavori Tosatti prende spunto da riferimenti letterari che spostano lo sguardo verso il mondo del teatro e della performance, per approdare alle arti visive. In questa Opera nello specifico si avverte la presenza delle parole di Pasolini, di Anna Maria Ortese, di Ermanno Rea.

L’Opera dimostra una forte attenzione per la natura, e si impone di disegnare una prospettiva, una via d’uscita dal buio. E’ un lavoro immersivo che tende a generare riflessione nello spettatore mettendolo di fronte agli errori, forse legati ai sogni del passato, conducendolo verso un possibile futuro che viene accennato ma che resta da scrivere. Nella Storia della notte, prima parte del progetto, lo sguardo muove da spazi industriali disallestiti e fermi, cristallizzati dentro uno sviluppo che c’è stato, ma che ora ha lasciato spazio alle rovine. C’è vuoto e silenzio. Il Destino delle Comete, nella seconda parte, apre verso un mare in tempesta, nel buio, ma sul quale si leva la speranza delle lucciole.

Padiglione Italia – Storia della Notte e Destino delle Comete – Gian Maria Tosatti

«Darei l’intera Montedison per una lucciola», scriveva Pier Paolo Pasolini nel suo editoriale sul Corriere della Sera, 1° febbraio 1975. Oggi che la Montedison è andata, il Destino delle Comete si propone di rappresentare simbolicamente quella lucciola sospesa sul mare, che allude al disastro ambientale che ha interessato il nostro mondo, ma che apre verso una epifania, come nella tradizione della tragedia greca, e diviene elemento catartico dell’Opera. Un bagliore di lucciole chiude il percorso del Padiglione Italia. Dice l’artista: per ricordarci cosa non siamo stati in grado di diventare fino ad oggi, ora forse dovremmo trovare il coraggio di diventare ciò che dovremmo.