Un fragoroso, lungo e accorato applauso ha accompagnato l’entrata sul palco dell’Orchestra del Teatro La Fenice sabato 10 gennaio, trattenendo a lungo in piedi i suoi componenti, tanto da posticipare l’arrivo sul podio del giovane direttore Vincenzo Milletarì. Quel che è avvenuto al Teatro Malibran poteva essere la reazione finale a un’entusiasmante serata musicale, mentre invece è stato il saluto di apertura: il grande abbraccio del pubblico a sostegno di un’orchestra che da tempo sta manifestando sul metodo della nomina a direttore musicale di Beatrice Venezi del neo-Sovrintendente Nicola Colabianchi. Nessun proclama o distribuzione di foglietti, solo la spilletta puntata orgogliosamente al petto come unico segno di protesta, indossata sia dall’orchestra che dal pubblico che ha affollato la sala.
Il programma del primo concerto sinfonico del 2026 proposto dal teatro veneziano, è così cominciato sulle note avvolgenti della versione orchestrale del Notturno di Giuseppe Martucci. Breve brano poetico di inizio Novecento, le cui calde sonorità sostengono l’urgenza espressiva del compositore napoletano, completamente affidata al canto strumentale che attraversa il brano dall’inizio alla fine.
Solista del Concerto per pianoforte di Aleksandr Skrjabin è Gianluca Bergamasco, giovane vincitore del Premio Venezia 2024, ora al suo debutto con l’Orchestra veneziana. Opera tanto affascinante, quanto di raro ascolto dal vivo, l’interpretazione di Bergamasco ha evidenziato l’aspetto concertante dell’opera, mentre è mancato quello slancio appassionato tipico del tardo romanticismo russo, a cui questo lavoro appartiene, almeno nei passaggi di sostegno all’orchestra del primo movimento. Tuttavia il grande controllo del pianista, le raffinate sonorità sfoggiate in alcuni passaggi e la cura del dettaglio, sono stati più che sufficienti a controbilanciare l’ottima esecuzione.
I meritatissimi applausi al pianista hanno favorito un’elegantissima esecuzione della Danza della fata confettotratta da Lo schiaccianoci di Čajkovskij, nella celebre versione pianistica di Michail Pletnëv. Se la scelta ha lasciato perplesso qualche ascoltatore, che a quanto pare avrebbe preferito un brano da fuochi d’artificio come fuori programma, ciò che si è potuto ascoltare ha sicuramente soddisfatto l’orecchio più attento ed esigente. Insieme al Concerto di Skrjabin, una scelta allo stesso tempo raffinata e coraggiosa che racconta molto più di mille parole della natura di questo pianista.
Attenta e minuziosa la conduzione di Vincenzo Milletarì che, con un gran finale animato da Shahrazād, la Suite sinfonica di Nikolaj Rimskij-Korsakov tratta da Le mille e una notte, ha guidato l’Orchestra del Teatro La Fenice in una prova eccelsa, incoronata dal pubblico da ripetuti cicli di applausi.





