VEDI ANCHE |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
"Amabil resti" di Alice SeboldRomanzo di morte, dolore e rinnovata speranzadi Elisa Modolo "Quel giorno compresi che volevo raccontare la storia della mia famiglia. Perché l’orrore sulla Terra è reale e accade tutti i giorni. E’come un fiore o come il sole, è incontenibile." Chi ci parla è Susie, la protagonista del libro, stuprata e poi uccisa a 14 anni dal vicino di casa che era in realtà un serial killer. Dopo un fatto come questo sembra che tutto sia finito, che non ci possa essere più nulla. Invece è qui che comincia il libro e la vera storia: il duro cammino della famiglia e dei conoscenti di Susie per accettare la sua morte e continuare a vivere, nonostante tutto. Proprio come è riuscita a fare l’autrice, vittima a sua volta di uno stupro -a 18 anni- che ha elaborato scrivendo la sua prima opera, Lucky, ed ora questa. L’inizio è diretto, spiazzante, spietato come la lama di un coltello. La violenza e l’uccisione della ragazza ci vengono raccontati da lei stessa, in prima persona, con un effetto particolarmente straniante. La cronaca degli eventi è lucida e precisa, senza ricami retorici o pietistici, come se il lettore fosse il testimone muto e impotente del dramma. Il "prima" e il "dopo", la vita e le reazioni dei vari personaggi che gravitavano attorno alla figura di Susie ci vengono presentati successivamente, dipanandosi e intrecciandosi durante il procedere del racconto. La protagonista è lo sguardo onniscente che osserva tutto dall’alto, precisamente dal "suo Cielo", la dimensione nella quale è arrivata dopo morta. Una sorta di limbo dai contorni onirici nel quale si può scorgere la Terra e seguire le persone amate. Ed è questo che Susie fa, raccontandoci l’avvio lento delle indagini, lo smarrimento dei genitori e il loro progressivo allontanarsi, la curiosità innocente del piccolo fratellino, lo strano comportamento di una compagna di classe dalle doti di medium, la colpevole aria di cordoglio assunta dall’assassino, la chiusura in sé stessa della sorella minore, simbolo vivente della sorella morta: "ecco com’era chiamare in causa me; ecco com’era quando la gente guardava Lindsey e immaginava una ragazzina coperta di sangue". Capitoli incentrati sui ricordi della ragazza si alternano ad altri di introspezione psicologica per ognuno dei personaggi grazie a episodi di vita che Susie coglie o rievoca, restituendoci così personalità complesse e sfaccettate, che sanno essere forti ma anche fragili nella loro umanità. La vita continua, è il messaggio del libro. Passo per passo i fili spezzati delle esistenze si riannodano riaccendendo la speranza di una nuova serenità per coloro che restano, nonostante rimanga sempre vivo nel cuore l’eco della persona scomparsa, "come l’onda di un sussurro che si placa piano piano". Esemplare nello stile e nel tratteggiare i personaggi, il libro perde tono e credibilità sia nella rappresentazione del Cielo -troppo sfumato e troppo affine alla terra- sia cedendo alla tentazione di far "resuscitare" almeno momentaneamente la protagonista, minando la resa realistica delle situazioni che dava spessore all’opera e le consentiva di ergersi a parabola degli inevitabili momenti di sconforto e dolore che solcano la vita di ognuno. Alice Sebold, Amabili Resti, E/O, 2002, pp. 416, € 14,50.
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |





