Spicca per originalità tra i cortometraggi in concorso all’Edera Film Festival 2024 l’ultimo lavoro di Ramazan Kiliç, “Things Unheard of”, delicato omaggio alla fantasia dei bambini e al ruolo aggregante dello spettacolo.
La storia narrata si svolge in uno sperduto paesino montano della Turchia, dove una manciata di famiglie di origine curda vive un’esistenza semplice, tra allevamento e scorpacciate di tv. Sevîn è una bambina gentile, che tiene compagnia alla nonna muta davanti al piccolo schermo mentre la madre si occupa delle bestie. Un giorno l’esercito turco requisisce tutte le antenne del villaggio, deprivando gli abitanti dell’unica forma di informazione curda, nonché di svago. Ispirata da un racconto della madre, Sevîn si rende ben presto conto che la vita è piena di storie e avventure, che basta solo inquadrarle, e insieme ad alcuni compaesani mette in piedi uno spettacolo che non solo servirà ad intrattenerli, ma anche ad unirli.
Con questo cortometraggio Kiliç affronta il tema della difficoltà del popolo curdo al restare fedele alla propria cultura, ma lo fa con un taglio insolito, non drammatico, stringendo lo sguardo della camera sulla bambina protagonista, che trova il modo di aggirare le imposizioni grazie alla fantasia e al desiderio di stare insieme. L’importanza della famiglia e della comunità si legge vividamente negli sguardi dei protagonisti, in particolare nei primi piani della bravissima Elanur Kiliç (Sevîn) e di Reyhan Kiliç (la nonna) – Il dialogo finale tra gli occhi delle due racconta del loro legame più di mille parole. Interessante è anche soffermarsi sul ruolo che viene attribuito alla televisione nella vita sociale delle persone: se da una parte l’impedimento all’accesso alla tv come mezzo di informazione è descritto come una forma di violenza, dall’altro invece viene suggerito che lo spettacolo ricopra anche un’importante funzione di aggregazione sociale – dai contesti più intimi, come quelli casalinghi, a quelli più estesi… come il cinema. Le frequenti inquadrature ad altezza di bambino spingono lo spettatore ad approcciarsi alla narrazione con lo spirito intraprendente e positivo della protagonista, e il risultato è un’opera originale, fresca e ottimista.











