venerdì, Luglio 31, 2026
Home Letteratura Libri “ACCIAIO” di Silvia Avallone

“ACCIAIO” di Silvia Avallone

Sogni fragili come l’acciaio

La Rizzoli ha appena ripubblicato “Acciaio” di Silvia Avallone, inserendolo nella collana Vintage, che riunisce i best-seller di diverse case editrici italiane. Rizzoli, Marsilio, Bompiani e Adelphi sono state attaccate su più fronti per la mancanza di coerenza nella scelta dei titoli: la collana, infatti, unisce grandi classici ed autori esordienti, romanzi italiani e stranieri, gialli di scarso spessore e alta letteratura.

Nonostante queste critiche – assolutamente condivisibili – approfittiamo dell’occasione per riprendere in mano un libro molto amato e molto discusso. La trama ruota attorno alle figure straordinarie di Anna e Francesca, due ragazzine unite da un’amicizia intensa e un po’ torbida. Stanno per compiere quattordici anni: l’età in cui tutto è possibile, o così credono. Le due protagoniste si preparano al passaggio dalle scuole medie a quelle superiori e si sentono già grandi, “adulte”, finalmente capaci di liberarsi e fuggire da tutto. Da che cosa esattamente? Dai genitori violenti o incapaci; dallo spauracchio dell’anonimato; da una vita predestinata alla miseria e alla sconfitta.

Il luogo in cui vivono, via Stalingrado a Piombino, non aiuta a coltivare sogni e aspirazioni. Il paesaggio è dominato dall’acciaieria Lucchini, vera protagonista del romanzo: è lei a governare il destino dei personaggi, lei a catturare il lettore fin dalla prima pagina. L’acciaieria si staglia nel quartiere periferico, fatto di casermoni e pezzi di amianto; ma, nonostante questo, incredibilmente acceso, vivo. Si è già scritto molto sulla presunta “infedeltà” della Avallone nella descrizione di Piombino: poco realistica, poco aderente alla realtà. Ma l’intenzione dell’autrice – come lei stessa ha ripetuto infinite volte – non era quella di dipingere una città in particolare; bensì di tratteggiare l’idea stessa di periferia: fatta di stasi, degrado, mancanza di prospettive. E in questo, è innegabile, è riuscita benissimo.

Anna e Francesca, piccole eroine, ci conquistano per la loro forza, il loro coraggio. In realtà si tratta di vittime predestinate: i loro genitori, il luogo in cui sono nate, le hanno già designate alla sconfitta. Le due amiche riusciranno a realizzare il loro sogno: visitare insieme l’Elba, così vicina eppure irraggiungibile, simbolo della ricchezza e del benessere di cui non godranno mai. Ma, nel frattempo, molte cose saranno cambiate e il prezzo di questa breve gita sarà diventato troppo alto. La loro appassionante storia è esaltata da una scrittura onesta e straordinariamente fluida, vera come la storia che racconta.

Silvia Avallone, Acciaio, Rizzoli Vintage, 2011, pp. 360, euro 13,00.