Amarcord – Frammenti di memoria a Venezia

Alla scoperta dei "tesori" dell’Archivio della Biennale

“La Biennale di Venezia nasce nel 1895.” Questa affermazione è stata ripetuta spesso nell’ultimo periodo, ma forse quello che non tutti sanno è che la vera nascita dell’Esposizione Internazionale d’Arte risale al 1893. In quel fatidico anno Riccardo Selvatico, Sindaco di Venezia, firma una delibera comunale per celebrare le nozze d’argento dei regnanti Umberto e Margherita di Savoia attraverso la nascita di una Esposizione Biennale Artistica Nazionale.

Per soddisfare il desiderio di conoscere la storia della famosa Esposizione d’Arte, il visitatore curioso e lo studioso appassionato devono consultare i documenti presenti all’ASAC – Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia. Le ricerche dirette sul materiale di archivio possono riservare gustose scoperte: schede di notifica, bollettini di adesione, fotografie che ritraggono gli artisti accanto alle loro opere o vecchi allestimenti dei padiglioni nazionali, senza dimenticare la corrispondenza tra l’ente e gli artisti o i primi esperimenti di registrazione video. Tutte queste preziose testimonianze costituiscono un patrimonio indispensabile per conoscere e preservare la memoria storica della Biennale di Venezia.

Da qualche anno la Fondazione Biennale promuove il proprio archivio attraverso esposizioni realizzate con i materiali provenienti dall’ASAC. Queste esposizioni, liberamente aperte al pubblico, sono ospitate nella sede centrale della Biennale di Venezia, presso Ca’ Giustinian. “Amarcord”, ultima di cinque esposizioni realizzate in collaborazione con l’ASAC, rappresenta la volontà di avvicinare il pubblico a questo importante archivio, contenitore di una memoria secolare. Osservando il materiale presente nelle teche del Portego di Ca’Giustinian si scoprono alcune gemme rare come il verbale di nascita dell’istituzione, gli scandali nati dai dissidi tra il Pictor Optimus De Chirico e la Biennale, le affermazioni di Futurballa Principe dei pittori e le riflessioni artistiche di Adolfo Wildt. Questo viaggio nella storia prosegue con la fotografia della visita di Hitler all’esposizione del 1934, seguita da quella di Mussolini nel 1936.

Ricca è l’esposizione dei cataloghi, pubblicazioni dalle dimensioni ridotte trasformate nel corso degli anni in tomi voluminosi. Le copertine dei cataloghi delle Biennali di Arti Visive meritano un’attenta osservazione perchè le immagini riprodotte narrano la storia della Biennale e del territorio che la ospita; nelle pagine di apertura dei primi cataloghi compaiono le icone riconosciute di Venezia, segnale del forte legame esistente fin dal principio tra l’istituzione e la città, i gusti liberty di inizio Novecento scompaiono con l’arrivo dei fasci littori, a loro volta sostituiti dalle linee sobrie del dopoguerra, i toni pop dei Sessanta e spettacolari degli Ottanta. Oltre a diversi video che ripercorrono gli episodi salienti della storia della Biennale, realizzati grazie alla partecipazione di artisti e crtitici di primo piano nella storia dell’arte del Novecento, in mostra sono esposti bozzetti e disegni di Alexander Archipenko, Carlo Carrà, Osvaldo Licini, Jean Fautrier, i Cahier di Georges Braque e i dieci disegni realizzati da Sol LeWitt per i Wall Drawings.
Questo appassionante percorso si rivela utile per il pubblico veneziano e per i visitatori della 55. Esposizione Internazionale d’Arte, sia per comprendere l’importanza di una struttura come l’ASAC, sia perchè è bene conoscere la storia prima di affrontare il futuro.

AMARCORD – Frammenti di memoria dall’Archivio Storico della Biennale
La Biennale di Venezia – Ca’ Giustinian
Calle del Ridotto, San Marco 1364/A – Venezia
Ingresso libero
http://www.labiennale.org