Le attitudini degli italiani nei confronti dei media sono lo specchio dell’evoluzione delle tecnologie, che non danno segno di arresto e si pongono come dinamiche e complesse.
Tra il 2001 e il 2007, nelle tendenze di fruizione, le tv generaliste sono passate dal 75,5% al 71,1%, le radio dal 38,7% al 31%, i quotidiani dal 24,6 al 21,5%. I settimanali sono crollati dal 48,4 al 34,8% e i mensili dal 33 al 25,2%. In ascesa, invece, tv tematiche (dal 18,2 al 31,3) e Internet (dal 15,7 al 27,1).
Tra le tv tematiche il primo posto va a quelle di intrattenimento, seguite dai cartoon. Per quanto riguarda il calcio, solo il 36% degli adulti ha detto di essere molto o abbastanza interessato. Stupisce, invece, che il 45% dichiari di non esserlo per niente.
Le abitudini del pubblico scandagliate da GFK Eurisko, l’istituto per le ricerche sui consumi, disegnano uno scenario nuovo: in netto calo la tv generalista e il mercato dei periodici, in crescita il web che dal 2000 in poi, con impennate costanti dal 2003, ha registrato una crescita del 576%. Cambia il modo di consultare i quotidiani, sfogliati online, e di accedere alle informazioni necessarie.
Un cambiamento di rotta rispetto al passato che viene letto come discontinuità: infatti sarà questo il tema dell’edizione 2008 di Marketing forum che si svolgerà il 28 e 29 maggio a Milano.
Il punto di partenza sono i cambiamenti che caratterizzano l’economia, gli equilibri geopolitici, il mondo del lavoro e come questi influiscono sulla vita professionale e personale delle persone.
La ricerca di Gfk Eurisko mette in risalto una discontinuità rispetto al passato che il mondo della comunicazione deve cogliere nelle sue varie sfaccettature: i media, i creativi, le aziende, si confrontano con l’esigenza di affinare gli strumenti per comprendere le dinamiche sociali e culturali e raggiungere target sempre più complessi, sfuggenti, in evoluzione e capaci di costruirsi da soli i propri canali di informazione.






