“La ragazza che giocava con il fuoco” è il secondo capitolo della saga svedese che ha mandato in tripudio milioni di lettori. L’autore, Stieg Larsson, scrittore e giornalista, esperto di organizzazioni di estrema destra e neonaziste, è stato fondatore della rivista antirazzista Expo, consulente di Scotland Yard e corrispondente dal Regno Unito, consulente del ministero di Giustizia, inviato per l’OSCE. È morto improvvisamente per un attacco cardiaco nel 2004. Dopo la sua morte sono stati pubblicati i suoi romanzi polizieschi, facenti parte della trilogia Millennium (“Uomini che odiano le donne”, “La ragazza che giocava con il fuoco”, “La regina dei castelli di carta”).
La ragazza che giocava con il fuoco è il proseguimento del romanzo Uomini che odiano le donne, che è stato insignito nel 2006 del Glasnyckeln, un premio riservato ai migliori gialli scandinavi e romanzo che nel maggio 2009 arriverà sugli schermi italiani diretto da Niels Arden Oplev.
In questa nuova avventura ritroviamo i protagonisti del primo libro, ma se in Uomini che odiano le donne, la storia ruotava attorno alla figura del giornalista della rivista economica Millennium, Mikael Blomkvist, ne La ragazza che giocava con il fuoco, la trama si concentra sul personaggio di Lisbeth Salander, una hacker dal passato quanto mai oscuro e impenetrabile. È, appunto, sulla figura di questa ragazza, indefinibile nella sua vulnerabilità e stranezza, complessa e articolata, imperturbabile e pericolsa, piena di sfaccettature, che il secondo episodio della Millennium Trilogy vuole far luce.
Il romanzo comincia pressappoco da dove si era interrotto Uomini che odiano le donne.
Troviamo Lisbeth intenta a girare il mondo, con la determinazione e con lo sguardo acuto e penetrante che la contraddistinguono.
È partita senza salutare nessuno, senza lasciare la benché minima notizia di sé.
Tornata in Svezia si ritrova, suo malgrado, ad essere al centro di un giallo, accusata di tre omicidi, con oscure e pericolose persone che le danno la caccia,
Da parte sua, Mikael, fortemente affezionato alla ragazza, è convinto della sua innocenza e non si risparmia per dimostrarlo.
Calligraficamente più avvincente, sciolto e scorrevole del primo, meno poliziesco e più thriller, La ragazza che giocava con il fuoco non è esente, come il suo capitolo precedente, da estenuanti ripetizioni.
Tuttavia il mistero che circonda il passato di Lisbeth cattura inesorabilmente l’attenzione del lettore.
Larsson non concede più solo spazio alle due figure di Mikael e Lisbeth, ma prende tempo, sempre con penna prepotentemente maschile, per informare il lettore sulle caratteristiche e peculiarità degli altri personaggi, tracciandone anche un percorso affettivo e professionale, schiarendo alcune questioni nebulose lasciate in dubbi sospesi nel primo episodio.
Stieg Larsson, La ragazza che giocava con il fuoco, 2008, Marsilio Editori, pp. 754, € 21.50.






