Approda anche a Venezia il fortunato spettacolo di Mariangela Melato che da più di un anno è in scena sui palcoscenici italiani
Essere se stessi in scena forse è la più dura prova con cui un attore possa misurarsi. Solo se si è veramente grandi si può reggere il ricordo positivo in chi vede, senza lasciare alcun senso di inadeguatezza: attore e personaggio coincidono, cosicché è più facile ricordare una nota stonata dell’interprete e non del personaggio.
Mariangela Melato vince brillantemente questa sfida affidandosi alla sua naturalezza: in un camerino con tre grandi specchi che riproducono immagini e proiettano filmati, la Melato ripercorre e racconta la sua vita con aneddoti, stralci di personaggi che ha interpretato, canzoni e movimenti coreografici, inscenando una sorta di gioco della verità a cui il pubblico è chiamato a partecipare anche solo con la sua stessa presenza silenziosa.
Un teatro che sembra racconto estemporaneo, che scaturisce da una personalità effervescente che fa partecipe il pubblico del vero e più autentico valore cardine del teatro: la fantasia.
Nonostante questo elemento spesso si perda sotto il peso di dibattiti critici o storico-drammaturgici, la Melato dimostra come la stessa fascinazione che porta il pubblico a teatro e l’attore in scena è quello stesso libero sfogo che la fantasia offre al pensiero.
Mariangela Melato in
Sola me ne vo’
di Vincenzo Cerami, Riccardo Cassini, Mariangela Melato, Giampiero Solari – regia di Giampiero Solari – musiche originali, arrangiamenti e orchestrazioni Leonardo De Amicis – coreografie Luca Tommassini – impianto scenico e disegno luci Marcello Mazzetti – costumi (corpo di ballo) Francesca Schiavon
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