Nella labirintica e caotica capitale della Nigeria, Lagos, due anime, che vivono entrambe in un quartiere povero e si “sfiorano”, incrociano, solo una volta, sognano di lasciare la loro città.

Mofe è un uomo mite, gran lavoratore; elettricista che sogna di emigrare in Spagna. Rosa fa la parrucchiera di giorno e la barista di notte, si occupa della sorella incinta e spera di raggiungere un giorno l’Italia.

I due gemelli registi Arie Esiri e Chuko Esiri si cimentano nel loro primo lungometraggio raccontando in due episodi, capitolo 1 storia di Mofe, capitolo 2 storia di Rosa, una storia interessante, ma che soffre nel suo prolungarsi.

Girato in 16 mm, con la fotografia granulosa di Arseni Khachaturan, This is my desire è un dramma di due ore sulle lotte giornaliere di queste due vite parallele, che hanno in comune il desiderio emigrare verso una vita migliore.
Arie Esiri e Chuko Esiri osservano con sobrietà i loro due protagonisti, emarginati e disorientati, farsi largo attraverso i drammi della loro vita, situazioni talvolta spietate e una burocrazia che crea ostacoli.