Scritto da Marco Bellocchio, Ludovica Rampoldi, Valia Santella, Francesco Piccolo con la collaborazione del giornalista Fracesco La Licata, il nuovo film di Bellocchio racconta la storia del super pentito di Cosa Nostra Tommaso Buscetta (Palermo, 13 luglio 1928 – New York, 2 aprile 2000).
Affiliato all’età di 16 anni a Cosa Nostra come “soldato”, esecutore materiale di crimini, arrestato, condannato, evaso dal carcere di Torino, fuggito in Brasile, terra natia dell’ultima moglie e di nuovi traffici, il “boss dei due mondi” viene arrestato agli inizi degli anni 80 e, estradato in Italia, decide di collaborare con la Giustizia. Ma come dirà al Giudice Giovanni Falcone, lui non è un pentito, è stato ed è un uomo d’onore, sono gli altri membri di Cosa Nostra che hanno tradito i principi che erano alla loro base, iniziando a uccidere donne e bambini.
Grazie alle sue rivelazioni viene istruito il Maxi-Processo con 475 imputati. Le sentenze decimano i vertici della mafia sicialiana con condanne dai 23 anni all’ergastolo, ma non Totò Riina, che seppur condannato a fine pena mai, resta latitante.
Buscetta, in America, con la moglie e i figli, con il programma protezione testimoni, decide di rientrare in Italia dopo la strage di Capaci –  23 maggio 1992 – in cui persero la vita i giudici Giovanni Falcone, di cui parlerà sempre bene con orgoglio, e, la moglie, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta gli agenti della scorta Vito SchifaniRocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Buscetta decide di fare nomi eccellenti della politica, è il testimone in numerosi processi e diventa sempre più popolare. Riina viene finalmente arrestato. Il processo contro Andreotti invece è inficiato da una campagna mediatica contro di lui, fotografato durante una crociera in nave. La sua credibilità ne risente.
Un film non semplice, e non solo sulla carta, diciamo pure scomodo, rischioso. Bellocchio dice del suo film «“Il Traditore” è anche un film civile (o di denuncia sociale come si diceva una volta) evitando però ogni retorica e ideologia».
Costruito partendo dagli anni 80, con flashback per ricostruire solo alcuni degli eventi raccontati da Buscetta, recitato in buona parte in dialetto siciliano, è diretto con mano autoritaria nel pretendere di dire le cose con un certo stile e disinvolta nel saper fare un cinema per tutti, chiaro, onesto. Vent’anni di storia di guerra alla mafia sono raccontati attraverso una figura emblematica, un traditore o una maschera, mai e mai un eroe secondo la lettura di Bellocchio, che ha saputo giocare bene le sue carte dell’orrore.

Il traditore è un dramma in sapiente equilibro tra la cronaca e l’introspezione del cinema di Bellocchio (nello specifico Buongiorno Notte). Il meccanismo drammaturgico – che eccelle nelle scene dei processi – è senza crepe, anche grazie all’interpretazione di tutti, da Favino a Lo Cascio, da Fausto Russo Alesi (Falcone) agli agenti di scorta ai giudici. La bravura mozzafiato del cast immerge lo spettatore in un mondo con codici feroci e riesce a renderlo a presente (il pubblico in sala) “fisicamente” alle udienze del maxi-processo, tanto la cura nei dettagli delle inflessioni dialettali, degli sguardi, delle movenze è puntuale e affilata.

Per chi volesse approfondire
Il boss è solo di Enzo Biagi, Mondadori, 1986.
Cose di Cosa Nostra di Giovanni Falcone, Bur, 1991.

 

Titolo originale: Il traditore
Nazione: Italia
Anno: 2019
Genere: Drammatico
Durata: 148′
Regia: Marco Bellocchio
Cast: Pierfrancesco Favino, Maria Fernanda Cândido, Fabrizio Ferracane, Luigi Lo Cascio, Fausto Russo Alesi, Marco Gambino
Produzione: Ibc Movie, Kavac Film, Rai Cinema
Distribuzione: O1 Distribution
Data di uscita: Cannes 2019 – Compétition
23 Maggio 2019 (cinema)