Appena quarantacinquenne ma con una corposa e premiata carriera alle spalle, il francese Mikhaël Hers propone in concorso alla Berlinale 2022 un film intimista e delicato, quasi sfuggente, se non fosse per la presenza sempre intensa eppur fragile di Charlotte Gainsbourg (Élisabeth), in questo caso accompagnata da Emmanuelle Béart, nella parte – non primaria – di Vanda Dorval, redattrice di una radio. Felici anche le interpretazioni dei due figli di Élisabeth: Quito Rayon-Richter (Matthias), e Megan Northam (Judith), un po’ meno brillante la ragazza temporaneamente “adottata” Noée Abita (Talulah).
La politica e la storia della Francia sono sempre sullo sfondo, come un interprete muto ma presente ed è interessante che un autore relativamente giovane scelga un soggetto in un periodo sì contemporaneo ma non abbastanza recente da averlo vissuto, non ancora storia ma nemmeno cronaca. Certo, con il passaggio di qualche Citroen 2CV l’ambiente subito si crea, ma la sostanza, appunto, un po’ sfugge.
Qui è il 10 maggio 1981, quando fu eletto il primo Presidente socialista della Repubblica francese, François Mitterrand. Élisabeth e i suoi figli, Judith in particolare, ne esultano. Poi passa il tempo, nel 1984 Élisabeth si separa dal marito e cerca con fatica di trovarsi una occupazione. Supportata dal comprensivo affetto del padre e dall’incoraggiamento dei figli, dopo qualche insuccesso in altre attività, diventa una ottima speaker radiofonica di un programma, appunto, dedicato a chi lavora la notte. Lavora anche in un biblioteca, raccoglie praticamente dalla strada una giovane sconosciuta, si innamora di un nuovo, giovane uomo. Ma in definitiva sembra essere la storia di una famiglia normale per i tempi e piuttosto benestante che vive, come molti, tra alti e bassi e alla fine un trasloco segna il doloroso distacco dal passato pieno di tanti oggetti amati.
Una curiosità: un film con lo stesso titolo Les passagers de la nuit uscì in Francia nel 1947, diretto da Delmer Daves, tratto dal romanzo “Giungla umana” di David Goodis, pubblicato l’anno precedente. Ma parrebbe non esserci alcuna attinenza. Il film in Italia ebbe i titolo “La fuga” (titolo interazionale: Dark Passage).






