venerdì, Luglio 31, 2026
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“Blind” di Tamar Van Den Dop

Il coraggio di mostrarsi

Il sesto film in concorso nella sezione Y GEN, Blind, viene accompagnato al festival dei ragazzi dalla trentaseienne regista olandese Tamar van den Dop al suo primo lungometraggio dopo essere stata molto apprezzata e premiata in diversi festival per i suoi cortometraggi.

La sala è ancora visibilmente turbata per il finale inatteso e duro della pellicola ricca di grandi silenzi e forte di immagini di un bianco spesso accecante.
Il film racconta la storia di un ragazzo cieco di nome Rubens che si innamora di Marie, una donna chiamata in casa per leggergli libri. Marie, che Rubens immagina giovane e bellissima, porta su di sé le cicatrici anche fisiche di un’orribile tragedia.
_ “Il paesaggio desolante e invernale è una metafora dello stato di freddezza in cui questi personaggi si trovano – precisa la regista durante il dibattito post-proiezione -; Rubens può vedere solo con le sue mani e Marie si sente gelare al solo pensiero di essere toccata. E’ ghiacciata dentro”. E prosegue: “Solo quando Rubens, toccandola per la prima volta, paragona le cicatrici che la deturpano a dei fiori di ghiaccio, la donna capisce che si trova di fronte a un essere puro in grado di vedere davvero dentro il suo animo. Per la prima volta Marie riesce a superare le sue diffidenze e ad amare”.

La regista, sorpresa dalla giusta interpretazione che i ragazzi danno degli elementi figurativi presenti nella pellicola, li segue e allo stesso tempo li invita a riflettere attraverso degli esempi: “Per Marie, alla notizia dell’operazione che ridarà la vista al ragazzo, rimangono due scelte: o si mosta per quello che è o deve scappare. Questo il significato della scena con la tenda che precede la fuga: “Dice ti amo e scappa. Permette a Rubens di toccarla solo attraverso il gioco con quella tenda che rappresenta il suo desiderio di amare, il velo le permette di far immaginare a Rubens come lei vorrebbe essere vista: essere vista con gli occhi della mente, ma allo stesso tempo la sua paura di essere vista la porta ad allontanarsi”.

E poi spiega come e perché ha desiderato raccontare questa storia: “Facendo l’attrice ho imparato il potere della parola pronunciata. Quando si sente una bella storia, una bella fiaba o una bella canzone veniamo proiettati in un altro mondo. In teatro recitevamo Shakespeare ma quasi al buio! Solo così potevamo davvero vedere i castelli. Poi ho ereditato da mia nonna il suo libro delle fiabe e ho riletto La principessa delle nevi e così ho pensato che Marie dovesse essere albina, bianca, senza colore. Rubens dice che sul suo viso dell’amata ci sono i cristalli di ghiaccio, elementi senza colore”. E ha scelto il cinema e non il teatro come set della vicenda perché “il cinema ha il potere di mostrare i dettagli ed emozionare attraverso questi. Pensate solo alle labbra rosse di Marie che ‘vede’ Rubens”.
_ Ma perché decidere di ambientarla in un tempo passato? La regista sorride alla domanda e rivolgendosi al ragazzo che dal fondo della sala l’ha posta dichiara: “Ho scelto il fine Ottocento-inizio Novecento per un desiderio di purezza: volevo evitare elementi disturbanti, volevo un ambiente vuoto, senza mezzi di comunicazione, senza tecnologie avanzate che accentuasse il freddo e il senso di solitudine”. E poi ammette: “Oggi Marie avrebbe potuto andare da un chirurgo per cancellare le cicatrici fisiche… Oggi si può comprare un paio di tette, un naso, si ha una fiducia in questa bellezza che non ha nulla di sensuale… è solo una bellezza aerodinamica”.

E conclude: “Se vogliamo amare dobbiamo credere l’uno nell’altra e anche mostrarci, riuscire soprattutto a trovare il coraggio di mostrarci. Bisogna dare fiducia e aprirsi anche se può fare molta paura”.

titolo internazionale: Blind
titolo originale: Blind
paese: Paesi Bassi, BE/BG
anno: 2006
genere: fiction
regia: Tamar van den Dop
data di uscita: NL 08/02/2007, BE 07/03/2007
sceneggiatura: Tamar van den Dop
cast: Jan Decleir, Joren Seldeslachts, Halina Reijn, Katelijne Verbeke
fotografia: Gregor Meerman
montaggio: Sander Vos
scenografia: Hubert Pouille
costumi: Alette Kraan
produttore: Petra Goedings, Hilde De Laere, Rossitsa Valkanova
produzione: Phanta Vision Film international, MMG Film & TV Production, Klas Film
distributori: Buena Vista International , Big Bang Distribution (BG)