Dora Maar e le amazzoni

Visioni e memorie a Palazzo Fortuny

Palazzo Pesaro degli Orfei è come sempre un luogo eccezionale, una porta aperta verso il ricco immaginario dello storico proprietario: Mariano Fortuny. La creatività di quest’uomo toccava tutti i campi culturali: dalla pittura alla musica, dalla fotografia al design. Allestire una mostra lungo i piani del palazzo richiede una certa dimestichezza per entrare in sintonia con l’universo di questo curioso artista. Questa primavera a Palazzo Fortuny la Fondazione Musei Civici di Venezia ha inaugurato ben cinque esposizioni, diverse ma unite tra loro proprio dalla potenza onirica che il palazzo racchiude al suo interno.

Al pianterreno “Le amazzoni della fotografia”, esposizione curata dal mitico Italo Zannier, presenta al pubblico l’universo femminile della collezione fotografica di Mario Trevisan. Un insieme di scatti di celebri fotografe come Margaret Bourke White, Lisette Model, Diane Arbus, Maggie Taylor… che un secolo fa come ieri hanno trasmesso attraverso l’obiettivo il loro punto di vista sul mondo. Uno sguardo femminile che sceglie una particolare inquadratura, frutto della consapevolezza di genere.

Il primo piano, per quanto bene lo si conosca, continua a destare stupore per le incredibili relazioni tra gli oggetti ivi esposti. Un legame che i giovani artisti delle recenti esposizioni instaurano con naturalezza. In “Tras-Forma” gli oggetti poliformi in vetro del giapponese Ritsue Mishima prendono posto sui tavolini e dentro gli armadi, riflettendo quel senso di meraviglia che aleggia attorno alle opere di Fortuny.

Stessa curiosità suscitano i micro gioielli di Barbara Paganin. Elaborate spille formate dall’assemblaggio di antiche foto, pietre preziose e piccoli oggetti che destano nello spettatore un dolce ricordo di soffitte e memorie. Queste 25 opere sono realizzate in diversi materiali: argento, porcellana, vetro, corallo… tutti elementi e soggetti appartenenti a un passato comune che riaffiora in “Memoria Aperta”.

Sempre in questo ricco primo piano compaiono le opere di un’altra importante esposizione: “Dora Maar. Nonostante Picasso”. Henriette Theodora Markovitch fu una sensibile artista, purtroppo nota più per il suo legame con il genio Picasso che per il suo lavoro di fotografa. La mostra, curata da Victoria Combalia consta di un nucleo di fotografie che ritraggono scene di vita quotidiana, ritratti e fotomontaggi. I personali reportage delle classi più disagiate rivelano una grande attenzione per le tematiche sociali, mentre le foto “intime” proiettano uno sguardo malinconico sulla sfera privata. La bellezza di queste riprese rischia di essere assorbita dalla forza ammaliatrice del museo, specialmente all’interno del salone principale. Invece ben si amalgamano con l’atmosfera generale i preziosi fotomontaggi, opere che rivelano il lato ironico e dissacratorio di Dora. Importantissimo il lavoro di documentazione che la Maar ha realizzato seguendo passo dopo passo la nascita di una delle opere più celebri del Novecento: Guernica. In sala è presente pure un ritratto di Dora realizzato da Picasso nel 1939, curioso notare la sintonia tra i profondi occhi della donna con i visionari occhi del pittore ripresi in uno scatto del 1936.

Infine l’ultimo piano del palazzo si apre luminoso sui tetti di Venezia e accoglie le opere di un’artista nordica: Anne-Karin Furunes. Quadri di grande formato pendono dal soffitto, sono creazioni realizzate a partire da una scelta di immagini scattate da Fortuny. Ancora una volta assistiamo a un procedimento di “svelamento” della memoria. I volti di donne, riprodotte su un supporto forato, sembrano davvero “Ombre” che compaiono allo spettatore mentre attraversa il salone.

L’operazione effettuata al Museo Fortuny prosegue l’operato del suo grande maestro, continuando a stupire il pubblico che ha la fortuna di varcare la soglia di questo antico palazzo.

Primavera a Palazzo Fortuny
Dall’8 marzo al 14 luglio 2014
Dora Maar. Nonostante Picasso
a cura di Victoria Combalia
Le amazzoni della fotografia dalla collezione di Mario Trevisan
a cura di Italo Zannier
Ritsue Mishima. Tras Forma
Barbara Paganin. Memoria Aperta
a cura di Valeria Accornero
Anne-Karin Furunes. Shadows
a cura di Anne-Karin Furunes e Elena Povellato
Progetti espositivi di Daniela Ferretti
Orari:
Dalle ore 10 alle 18 (biglietteria ore 10 -17)
Chiuso il martedì
Biglietti: (valido per l’intero Palazzo / tutte le mostre)
Intero € 10
Ridotto € 8
ragazzi da 6 a 14 anni; studenti dai 15 ai 25 anni; cittadini ultrasessantacinquenni; personale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; convenzionati; titolari di Carta Rolling Venice; titolari Carta Giovani; possessori di Museum Pass; possessori di Venice Card Adult e Junior; membri ICOM; titolari di Muve Friend Card
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