Teatro Duse al completo per uno spettacolo di danza di altissimo livello.Dal cinema al palcoscenico. Il Cigno Nero, interpretato qualche mese fa sugli schermi da una bravissima Natalie Portman, è approdato sui palcoscenici di tre città italiane (Cagliari, Sassari e Bologna) grazie all’intuito di Daniele Cipriani e Vittoria Cappelli.
L’8 gennaio al Teatro Duse non è rimasto neppure un posto libero. Bologna è accorsa in sala per uno spettacolo originale, travolgente, ispirato in parte al capolavoro mondiale Il lago dei cigni e in parte al film uscito nel 2011, ma di fatto diverso da entrambi e quindi unico nel suo genere.
Il Gran Gala “Il Cigno Nero” si è avvalso del talento dei migliori danzatori provenienti dai Balletti di Roma, Amburgo, Parigi e New York, per sviluppare una serie di performance straordinarie, accompagnate da video creativi a cura di Massimiliano Siccardi.
Ad aprire la serata, un breve A solo of the Joker di Alessio Rezza, che ha subito lasciato il posto ai primi ballerini dell’Opéra di Parigi: Myriam Oul Braham e Christophe Duquenne, applauditissimi dal pubblico del Duse.
A portare alto il nome dell’Italia, oltre a Rezza, Viviana Melandri, Stefania Ballone, Erika Gaudenzi e Susanna Salvi, splendide soprattutto nel Pas de quarte from “Swan Lake”.
Ma le coppie più amate in assoluto, per cui si sono levati complimenti entusiasti nell’aria e le mani non smettevano mai di battere, sono state quelle di Silvia Azzoni e Oleksandr Ryabko, primi ballerini del Balletto di Amburgo (dietro alle loro perfomance riconoscibile la genialità artistica di John Neumeier) e Irina Dvorovenko con Maxim Beloserkovsky, primi ballerini dell’American Ballet Theatre. A loro due sono stati affidati i momenti clou dello spettacolo: La morte del Cigno e il conclusivo Pas de deux “Black Swan” from “Swan Lake”.
Leggeri e perfetti nei movimenti, la Dvorovenko e Beloserkovsky hanno dato vita a un balletto raffinato ed elegante, pulito, morbido. Un momento artistico di grande impatto e tuttavia assai diverso rispetto allo stile di artisti come la Azzoni e Ryabko, che hanno portato sul palco due coreografie più intimiste, intense, sentimentalmente e drammaticamente vissute in modo forte, dai danzatori tanto quanto dal pubblico.
Da qui, cambiando ballerini e cambiando musiche, si è passati alle contaminazioni moderne e internazionali, con rimandi alla Danza Spagnola e ad altri ritmi incalzanti. Ed è proprio in questo aspetto di eterogeneità che risiedeva la forza del Gran Gala “Il Cigno Nero”, ovvero nella capacità di interazione fra generi e persone, fra arti, movimenti, stili e interpretazioni, in un prodotto di fantasia innovativo, in grado di allontanarsi dai tradizionali format a cui siamo abituati ad assistere.
Un bellissimo lavoro quindi quello proposto dalla Cappelli e da Cipriani, coordinato dal Direttore di scena Piero Martelletta. Un lavoro che non resta affatto isolato nel panorama delle proposte del Duse, ma al contrario va ad inserirsi all’interno di una programmazione accurata e varia.
Dal 13 al 15 gennaio si cambierà totalmente genere con Giampiero Ingrassia e Simona Samarelli in “Stanno suonando la nostra canzone”, per poi chiudere il mese con Maria Amelia Monti e Gianfelice Imparato, protagonisti della commedia Tante belle cose.
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