giovedì, Luglio 30, 2026
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“MARTYRS” di Pascal Laugier

La nouvelle vague dell'horror francese?

Una bambina di circa dieci anni, Lucie (Mylène Jampanoï), viene ritrovata mentre vaga urlando il suo terrore; sul corpo porta profondi segni di aggressione, ma non c’è alcuna traccia di violenza sessuale. La ragazzina viene portata in un ospedale, dove si auto protegge con il silenzio; riesce solo a comunicare con la sua compagna di stanza, Anna (Morjana El Alaoui), sua coetanea.

Lo spettatore viene introdotto all’approssimativa ricostruzione di ciò che è successo a Lucie mediante un brevissimo documentario in 16 mm, girato dai medici dell’ospedale e dalla polizia.
Quindici anni più tardi suonano alla porta di una famiglia, apparentemente come tante, il padre va ad aprire e si trova di fronte Lucie con un fucile da caccia tra le mani. Ed è una strage.
Lucie è certa di aver ritrovato il suo boia.

All’interno di questa casa, Lucie affronta i suoi demoni personali, le sue allucinazioni paranoiche che l’hanno seguita senza sosta, maniacalmente, per tutta l’adolescenza.
Al suo fianco, l’amica Anna che l’ha sempre accompagnata e assecondata, per timore di ciò che Lucie avrebbe potuto fare e farsi.
In questo film la morte non è il punto di arrivo, ma quello di partenza; da qui si snoda la successiva parte del film, dove è la deteriorante solitudine che, nella sua irruenza, guida le sofferenze e le azioni dei personaggi.

Martyrs, presentato alla passata Festa del Cinema di Roma, è il secondo film del regista francese Pascal Laugier (il suo primo lungometraggio è l’angosciante Saint Ange, che risale al 2004), dedicato, nei titoli di coda, a Dario Argento. La trama si articola in tre parti, ben farcite di pozze di sangue, alcune situazioni troppo faziose, urla senza tregua; le prime due indirizzano il pubblico su diverse teorie, la terza parte gli svela e rivela cosa è la paura.

Laugier ha diretto un agghiacciante torture movie o torture porn, che non lascia nulla al sottinteso, ma mostra, con brutalità, una violenza nefanda, spietata, ossessionante, attraverso una macchina da presa che diventa essa stessa una protagonista in scena. Le inquadrature circolari, mettono in evidenza la ferocia delle sequenze, non lasciano via di scampo allo spettatore nell’assistere alla mattanza. L’utilizzo di dissolvenze in nero, soprattutto nell’ultima parte, rimarca il terrore che Laugier ha voluto comporre.

Martyrs è un prodotto che potrebbe essere considerato un capolavoro o essere disprezzato. Si resta perplessi, qualora questa scrittura, esasperata, voglia imporsi come nuovelle vague dell’horror francese.
Il regista ha giostrato un horror bordeline, eccessivo, reso reale anche per merito delle due protagoniste, e contemporaneamente assurdo, per lo sbandieramento senza pudore degli archetipi del dolore nella sua totale essenza fisica.

Secondo la visione di Laugier, il limite massimo di sopportazione sorda, acuta, del dolore, causato dal torbido della follia umana, porta al divenire vittime o martiri, da qui il titolo del film.
Dopo aver fatto patire al pubblico, con un’audacia crudele, la visione di torture medievali estreme, allo stesso estremo della tollerabilità corporea, giunge la spiegazione, a cui va riconosciuta una certa originalità, ma che annaspa nel metafisico, che vuole lasciare qualsiasi credo al di fuori dello scopo, e così procedendo si lascia rincorrere dal paradosso.

Titolo originale: Martyrs
Nazione: Francia, Canada
Anno: 2008
Genere: Horror
Durata: 96′
Regia: Pascal Laugier
Cast: Mylène Jampanoï, Morjana El Alaoui, Mike Chute, Hervé Desbois, Juliette Gosselin, Xavier Dolan-Tadros
Produzione: Canal Horizons, Canal+, Ciné Cinémas, Eskwad, TCB Film, Wild Bunch
Distribuzione: VIDEA-CDE
Data di uscita: Roma 2008
12 Giugno 2009 (cinema)